Il governo francese è tornato dalle ferie. Abbronzato, e sapendo di avere una speranza di vita pari a circa 30 giorni, forse un po’ di più, forse un po’ di meno. È già morto e si salveranno solo “i migliori” e preoccupa un po’ conoscere i criteri di valore del nostro politico-junky Nicolas viste le mosse disperate in atto durante questi ultimi mesi. Tutto concentrato sull’identità francese, la promozione del peggio della ‘grandeur’. E vabbè, Nico è sempre stato un po’ Ignace Le Russe e Robert Marron insieme (sapete bene che noi francesi dobbiamo tradurre tutto). Già dal 2005, quando paragonava la ‘racaille’ delle banlieues alla sporcizia da disincrostare. Con l’idropulitrice. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
“Nord e Sud un’unità che va ritrovata”, scriveoggi sul Corriere il mitico Ernest des Poulets de la Loge (sapete bene che noi francesi dobbiamo tradurre tutto). Proprio mentre arriva Gheddafi. Più azzeccato di così…
Ma non solo: conclude o quasi l’editoriale con un vibrante “Un partito che oggi volesse avere una funzione davvero nazionale dovrebbe dunque partire da qui. Dal capire senza esitazione le fondate ragioni del Nord e cercare di combinarle con quelle del Sud”.
Combinare. Un partito che capisce le ragioni del nord e combina col sud. Un vero punk questo Ernest. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
L’ultima volta che Ciancimino Jr ha annunciato il trasloco è stata il preludio a un episodio di ‘Zero tituli’ (si veda l’editoriale di Marco Travaglio di oggi), o quasi:
Solo sul Fatto è passata come prima pagina, mentre sugli altri quotidiani online bisognava addirittura fare lo “scrolldown” con il mouse per riuscire a intravedere la notizia, quando c’era, affiancata magari da un paio di tette estive. Il solito tran-tran.
Poche ore prima, Ciancimino aveva annunciato: “Lascio Palermo“. E io pensai: “Ma non era a Bologna?…”.
Comunque. Tutto sembrava abbastanza collegato: a questa prima pagina sparita velocemente, e al blitz dei pm “stanchi” (almeno si è scritto così) delle consegne ‘a rate’ di Jr.
«FUORI BERLUSCONI – TUTTI IN PIAZZA – W LA COSTITUZIONE
Firma l’appello di Andrea Camilleri, don Andrea Gallo, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack.
Il carattere eversivo dell’azione di Berlusconi è ormai dichiarato, la sua volontà di assassinare la Costituzione nata dalla Resistenza è costantemente esibita. Per difendere la Repubblica è necessario che l’Italia civile faccia sentire unanime la sua voce. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
[Update: 09.07.2010, 19:15]
Che ieri a Reggio Emilia non ci fosse una sola bandiera a mezz’asta, né una manifestazione proprio laddove, il 7 luglio di cinquant’anni fa, i cinque martiri sono caduti, mi ha un po’ infastidito. Il Comune targato Pd ha invece preferito l’opzione fritto misto: in fondo era mercoledì, serata protagonista da qualche settimana delle notti rosa, evento popolare in centro storico, una cosa simpatica tutto sommato anche se culturalmente vicina al nulla in fatto di programmazione, con tanto di maxischermo e cartoni animati d’antan. Il discorso di inaugurazione dell’iniziativa, davanti ai bimbi, è stato imbarazzante: «È tempo che i reggiani si riappropriano il loro centro storico» >>Tout lire>>Leggi tutto>>
«Olivier Manchion (1971). Parigino, musicista e blogger, fondatore degli Ulan Bator e Permanent Fatal Error. Scopre l’Italia « on tour » alla fine degli anni novanta. Ama Parigi ma non sopporta i parigini, allora diventa turista. Ha suonato anche con i Faust, Damo Suzuki (Can), Heldon… Nel 2008 decide di creare un blog anonimo, franco-italiano dedicato al Bel Paese. La scarsità dell’informazione italiana in Francia fa che trova presto eco nel « Post.fr », ‘cantina’ di blogs a LeMonde.fr. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
Q : Il nostro territorio [reggiano] nell’immaginario collettivo ha una tradizione e un’identità forti dal punto di vista politico e culturale. È davvero così?
A: «Pur essendo parigino, dunque non essendo cresciuto culturalmente qui, mi sembra di sì, però non capisco perché oggi, nella capitale dell’Emilia rossa, la città non osserva un lutto per il cinquantennio del 7 luglio. Succederà forse quando morirà il concessionario della Porsche?».
«Le istituzioni della Repubblica trovano sempre e solo nella volontà popolare il loro miglior difensore»
di Piergiuseppe Murgia
«…tra il maggio e il luglio [1960], l’Italia attraversò una delle più gravi crisi politiche della sua storia. Finito ormai l’equilibrio fragile e innaturale del centrismo, che aveva retto il Paese per quindici anni, grandi forze popolari premevano e chiedevano la modificazione di strutture, che per la maggior parte risalivano al fascismo o ancora all’Italia pre-aventiana. In quei giorni veniva a maturazioni il processo politico e di riforme che prenderà il nome di centro-sinistra: processo lento, travagliato, ostacolato in maniera forsennata dal grande capitale, dalla stampa conservatrice e sovvenzionata, e dalle gerarchie ecclesiastiche. >>Tout lire>>Leggi tutto>>
25.06.2010 — Ieri si è verificato un evento eccezionale: il Giornale ha parlato di politica francese senza corredare le solite sette righe con una foto di Carlà “Guitar” Bruni mezza nuda e un invito alla Première dame a vergognarsi. Il quotidiano invece ci ha spiegato – o meglio, rivelato – quali sono «I PUNTI DEBOLI DEI CUGINI». Vediamo. L’intenso saggio geopolitico si articola in quattro punti: 1. «LE TENSIONI SOCIALI», 2. «LA CRISI ECONOMICA», 3. «GLI SCANDALI POLITICI» e, infine, 4. «LE SCONFITTE SPORTIVE»… >>> leggi tutto sul mio blog @Il Fatto Quotidiano
25.06.2010 — Ieri mattina il Giornale chiedeva scusa per alcuni commenti dei suoi lettori riguardanti la foto del “cadavere” di Roberto Saviano pubblicata sulla copertina di Max. «Mi spiace sia finta» è solo un esempio di quello che è ci è toccato leggere sulla bacheca di ilgiornale.it. Ha chiosato così la Feltri’s crew: «Ci scusiamo con Roberto Saviano e con i lettori perché, per un disguido tecnico, in calce all’articolo sono entrati dei commenti che non si sposano con la linea del Giornale».
Il metodo ricorda quello che era successo a Veronica Lario sul sito del Pdl dopo la sua uscita sul “ciarpame” e il conseguente annuncio di divorzio. Si è potuto comprendere l’andazzo delle cose tra marito moglie proprio grazie all’apertura e alla pubblicazione dei commenti anti-Lario sullo stesso sito. La quasi ex moglie del presidente era diventata ufficialmente una “zoccola”. Sarà stato anche in questo caso un disguido tecnico?
Prendiamo un altro giorno (quasi) a caso, il 5 ottobre 2009. Scioperi a gogo, battaglia sul lodo Alfano, attesa di Spatuzza e dei fratelli Graviano, il tutto nel bel mezzo di «Mills è colpevole, dunque vedi tu di cosa trarne…». Un’esplosione di fuochi d’artificio, fino alla “supernova Mondadori”, con annessa richiesta di risarcimento di 750 milioni di euro … >>>leggi tutto sul mio blog @Il Fatto Quotidiano
21.06.2010 — Nel lontanissimo marzo 2009, poco dopo la coppa del mondo di Materazzi e appena prima del tris di Mourinho, è successo un pasticcio da niente a Johannesburg. Si preparava il grande evento che in queste ore tiene occupato mezzo mondo nei paesi che oltre all’acqua, al cibo e all’elettricità c’hanno pure la tv con Sky.
Allora, a quel tempo si parlava di una cosa importante -e direi…- nel paese dell’Apartheid, una cosa che avrebbe potuto, dopo le olimpiadi cinesi (brutti comunisti!), dare senso e speranza; senso allo sport, e magari al calcio. Preparavano un gran convegno su football contro razzismo e xenofobia con la presenza di un poker di Nobel per la Pace: De Klerk, Mandela, Desmond Tutu e il Dalai Lama. Wow … >>>leggi tutto sul mio blog @Il Fatto Quotidiano
Sono felicissimo di annunciarvi che da oggi pubblicherò i miei post in italiano sul mio NUOVO BLOG all’interno del sito del mio giornale preferito: IL FATTO QUOTIDIANO!
Invece i post in francese rimarranno su Aglioecipolla.com. Insomma, si riparte. E alla grande!
Vi aspetto.
Om.
Inizia il conto alla rovescia. Tra cinque giorni partirà la nostra nuova edizione on line. Più di mille tra siti e blog hanno già aderito alla campagna virale di lancio
Pensavate che ce ne fossimo dimenticati? Ormai credevate che l’annuncio della nascita de ilfattoquotidiano.it fosse una bufala? E invece, no. Eccoci qui. Tra cinque giorni, saremo finalmente on-line con una versione Beta. Martedì 22 giugno il nostro nuovo sito scioglierà gli ormeggi. Le cose che non funzionano sono ancora tante. In queste settimane abbiamo spesso lavorato dalle otto del mattino alle due di notte per cercare di metterle a posto. La rotta da percorrere resta però lunga. Ma un risultato (straordinario) per ora ci conforta: la campagna virale di lancio del sito, che sta partendo in queste ore, ha raccolto – a scatola chiusa – un mare di adesioni. Più di mille siti e blog hanno accettato di ospitare i nostri banner non convenzionali e gli utenti vengono adesso ricontattati per i particolari tecnici. La casella e-mail iosupporto@ilfattoquotidiano.it è ancora in funzione. Speriamo che le adesioni continuino ad arrivare per toccare quota 1.500.
È stata poi aperta una nuova pagina Facebook interamente dedicata a il Fatto Quotidiano che sostituirà quella dell’Antefatto. Chi vuole può già iscriversi. Facebook infatti resterà un canale importante per comunicare in tempo reale le nostre iniziative e per discutere quanto sta accadendo nel mondo e in Italia. I prossimi mesi si annunciano cruciali per il Paese. Chi è al potere vuole riscrivere la Costituzione, imbavagliare la stampa, imbrigliare la magistratura, approvare una legge finanziaria che, tagliando senza criterio lo stato sociale, finirà per colpire i soliti noti. Ci sarà insomma molto da raccontare e molto da dire. Noi lo faremo come sempre. Riportando tutti i fatti (anche i più scomodi) che riteniamo essere notizie e proponendo con chiarezza soluzioni alternative ai problemi che vengono discussi (ma più spesso ignorati) in Parlamento. Anche per questo nasce il sito del Fatto Quotidiano: per far sentire il fiato sul collo a chi sta nel palazzo. E per dimostrare che un’altra Italia esiste e vuol far sentire la sua voce.
Quando saremo on-line (permetteteci di non anticipare niente sui contenuti in modo da sfruttare a fondo l’effetto sorpresa) ci si renderà conto di come il nostro sforzo sia stato quello di mettere a disposizione della Rete uno spazio dove sia davvero possibile confrontarsi, ragionare e denunciare. Uno spazio dove si sarà liberi di dire e liberi di sapere.
La sfida è difficile. Come spesso ci è accaduto in passato partiamo svantaggiati rispetto agli altri big della cosiddetta informazione su Internet: abbiamo meno soldi, meno giornalisti, meno tecnici di tutti gli altri. Una cosa però ci lascia fiduciosi: abbiamo un solo padrone, il lettore. Anzi il navigatore del web.
Senza il sostegno della Rete, lo sappiamo, questa avventura è destinata al naufragio. Ma dove ci porterà lo capiremo presto. Abbiamo davanti a noi tutta l’estate per approntare, grazie al vostro supporto e ai vostri suggerimenti, la versione definitiva del sito. E per far lavorare al meglio la piccola squadra del Fatto Quotidiano. Poi sarà solo mare aperto. Augurateci buon vento.
C’est ce que soutient l’un des principaux directeurs de l’information télévisée italienne. Employé Mediaset, donc du président du Conseil Silvio Berlusconi, off course.
«Il y a eu des polémiques au sujet de Roberto Saviano… toujours lui… mais ce n’est pas lui qui a découvert la lutte contre la Camorra, il n’est pas le seul à l’avoir dénoncée, il y a des réalisateurs et des journalistes qui le font aussi… et qui sont morts… lui au contraire est hyper-protégé, super-protégé… Mais on n’en peux plus… d’entendre que c’est lui le héros… Quelqu’un lui a offert la citoyenneté honoraire… Citoyen d’honneur de quoi? On ne le comprend pas… il a écrit des livres sur la Camorra… comme l’ont fait tant d’autres, sans qu’ils fassent la une, sans faire tant de bruit… sans casser les… hem… sans déranger les gens dans leur réflexion… Un pays comme le nôtre est contre la mafia. Nous n’avons pas besoin de Robert Saviano.»
L’a dit Emilio Fede, directeur de l’information du Tg4 (journal télévisé) de la 4, chaîne nationale du groupe Mediaset, appartenant à Silvio Berlusconi.
La mafia n’existe pas et il ne faut pas en parler. C’est évident. vV
«Il 16 maggio 1974, a Milano, viene arrestato Luciano Liggio, da quasi vent’anni ai vertici della mafia., divenuto padrino dei corleonesi dopo aver eliminato il vecchio boss Michele Navarra, 1958. Tra i suoi collaboratori Salvatore Riina, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano.»¹
Nello stesso anno, Enzo Biagi incontrava Luciano Leggio (Liggio) in carcere di alta sicurezza:
Ma lei crede che esiste Cosa nostra?
Luciano Liggio: «Quello che io penso non ha importanza. Devo basarmi sulla mia esperienza: io sono stato considerato capomafia, e non è vero. Se poi esiste non lo so. Io non ho niente a rimproverarmi, non ho fatto del male a nessuno, non ho approfittato di niente, sfido chiunque a provarlo. Leggendo vari autori che hanno trattato di questa parola, « mafia », e rifacendomi al Pitrè, dovrebbe significare bellezza, non solo fisica, ma anche spirituale: una bella donna, un bel cavallo… il mafioso è un cavallo». ¹
Meno brillante fu il cavallo di razza Dell’Utri nel 1997 con Chiambretti («No, non esiste la mafia. La mafia e’ un modo d’essere, di pensare. E’ una cultura che non e’ la mia. E’ la cultura di quelli che sono mafiosi»² ). Poi meno lirico nel 2010 con Beatrice Borromeo («era un cavallo, con un pedigree, che si chiamava Epoca (…), quando parlava di cavalli -Mangano, ndr- intendeva cavalli veri.»³ ).
« Nel lavoro avrete il favore degli astri ». Inizia così il mio oroscopo, oggi, primo maggio, nella Gazzetta di Reggio. Reggio Emilia.
Ciamòm ál prèt a fêr benedîr la cà?
vV
Il detto del giorno:
ÁL PÈR LA PÀTERIA: « Sembra la patria: la « patria » fantasma reggiano raffigurato col volto cadaverico e sempre coperto, da capo a piedi, con un lenzuolo bianco. Questo modo di dire viene usato ancora oggi per indicare un uomo molto ammalato » (« La superstizione nel reggiano » di Mario Mazzaperlini, 2001/Bizzochi) [+][+]
Ho trovato un nuovo slogan o quasi-disclaimer per questo blog. Ringrazio di cuore il cuoco Michele -L’Apicella dell’angolo cucina- per la fruttuosa collaborazione durante questi ultimi mesi con
«Al Cavaliere, niente aglio e cipolla»
ma adesso si passa a mach 2 con
«CHI NON BLOGGA GIORNALISTA E’»
Si consiglia la lettura abbinata di questo articolo di Pietro Orsatti, e di non mancare la partenza di una nuova stagione di WAR OF THE BLOGS, iniziata qui. [Update 29.04.2010, 8:00 - E anche la lettura di quest'intervista, molto bella, ad Alessandro Gilioli.] vV
«Je ne supporte pas qu’on parle mal de l’Italie !» (Franco Frattini, ministre des affaires étrangères – La Croix ¹, 03.03.2010)…
[Update 18:19]
Important (démenti de l’information?) sous cet article.
« Roberto Saviano aurait du se rendre à Paris la semaine prochaine pour y présenter la version française de « La Beauté et l’Enfer » (ndr: recueil d’articles publiés entre 2004 et 2009 dans les journaux du monde entier -source-). L’hotel était réservé et diverses rencontres programmées.
Mais son voyage vient d’être annulé. La décision a été prise par le gouvernement italien, qui évoque des « raisons de sécurité ».
Nous apprenons la nouvelle par la presse étrangère, à laquelle vient évidemment le soupçon légitime que quelqu’un voudrait empêcher Saviano de faire « mauvaise publicité » à l’Italie.
Daniele Sensi
[Update 18:19: - DÉMENTI?- le "problème" est totalement redimensionné par agoravox.it, qui me surprend en -justement- redimensionnant cette possible nouvelle affaire à un récent échange par voie de presse entre Berlusconi et Saviano. Pourtant le problème est toujours le même et dure depuis des années: la minimisation de la mafia par le président du Conseil italien. Mafia qui n'existe pas ou serait selon lui sinon exagérée, voire un sujet qui ferait vendre les auteurs, somme toute. Pendant ce temps-là des repentis l'accusent lui et son entourage d'avoir depuis longtemps des rapports avec la criminalité organisée, et c'est le moins que l'on puisse dire.
Beaucoup plus tranché est l'avis du blogger (anonyme) "Wil" de Nonleggerlo, qui affirme avoir contacté Saviano lui-même et s'être vu confirmé par l'auteur de "Gomorra" que c'était lui qui avait annulé cette série de rendez-vous parisiens, et non pas le gouvernement italien.
Pour Alessandro Gilioli, qui reporte les différentes versions de ce "cas sur le web", l'interdiction aurait semblé d'entrée "invraisemblable", proposant d'éviter tout alarmisme et attendre un peu avant de crier au loup.
Bene. "Invraisemblable" est un terme très, mais très mal choisi étant donné l'état des lieux. Parlons éventuellement de "soulagement", et encore. "Soulagement passager" ira très bien. En attendant un démenti officiel de Saviano.