LA BAMBINA DEI FIORI DI CARTA di Sarah Maestri


« Il racconto vero, drammatico e al contempo dotato di una poetica leggerezza, di come la malattia, vista dagli occhi di una bambina, possa diventare un gioco. »

— Aliberti editore, 2009 —
Premio Afrodite 2010, menzione speciale della giuria

LA BAMBINA DEI FIORI DI CARTA di Sarah Maestri

LA BAMBINA DEI FIORI DI CARTA
di Sarah Maestri

Sarah Maestri è un volto noto del cinema e della televisione. Già protagonista della soap Cento Vetrine, è stata consacrata come il volto acqua e sapone del cinema italiano con il grande successo di Notte prima degli esami.

« Avevo tre anni, forse qualche mese in più, ma sicuramente non molti, quando fui portata all’ospedale San Matteo di Pavia, reparto oncologico di pediatria. Lì ho imparato a fare i fiori di carta, ricordo che feci un iris viola di cartapesta e lo regalai alla mia nonna Rosetta; lei lo ha sempre conservato con molta cura anche se poi con gli anni dopo la sua morte, è andato perso comunque. Lì all’ospedale ci si divertiva un mondo, avevo sempre qualcosa da fare, i dottori non ti lasciavano mai in pace; per mia madre deve essere stato un po’ meno divertente; ricordo l’ultimo giorno prima di tornare a casa, mi visitò lo psicologo, chiacchierammo a lungo, prima con me da sola poi con la mamma; povera mamma scoppiò in lacrime, erano quattro mesi che viveva lì con me giorno e notte, non mi aveva mai lasciata un attimo. Aveva solo 25 anni, neanche compiuti, solo ora mentre scrivo mi rendo conto di quanto fosse giovane. Era più piccola di me adesso, non ci avevo mai pensato; e’ come se le mamme fossero sempre grandi, il nostro sostegno, il nostro scudo. »

I fiori di carta, Sarah ha imparato a farli nel reparto oncoematologico di pediatria dell’ospedale San Matteo di Pavia.
Ha solo tre anni quando le diagnosticano una grave malattia emolitica. Da quel momento trascorre gran parte della sua infanzia in corsia dove, pur toccando con mano il dolore, di quei giorni vissuti fra i camici bianchi, in balìa di esami, terapie sempre nuove e prognosi mutevoli, Sarah custodisce solo ricordi felici.
La malattia, vista attraverso gli occhi di una bambina, si tinge di poetica leggerezza, perde la sua connotazione drammatica per trasformarsi in un gioco.
In queste pagine non c’è traccia di sofferenza, il dolore che costella il passato della protagonista, e che torna prepotente nel suo presente, le insegna ad apprezzare ancora di più il “dono” che le è stato fatto, la vita. I ricordi dei giorni in ospedale s’intrecciano con i pensieri di Sarah adulta, che sin da piccola coltivava il sogno di diventare attrice.
Il flusso emotivo, che è la cifra stilistica del romanzo, esplora difficoltà e sfide che questa ragazza si trova ad affrontare sia sul piano esistenziale, sia professionale. Gli anni travagliati della gavetta, un lungo percorso scandito da anni di studio, da un’infinità di provini e viaggi continui, oscillano fra successi professionali e umane delusioni.
L’iniziazione di Sarah all’amore si snoda attraverso riflessioni profonde sul significato dell’amicizia, sugli affetti familiari e le sconfitte private collezionate. Ma anche dalle storie naufragate, e dagli uomini sbagliati che incontra sul suo cammino, riesce sempre a trarre preziosi insegnamenti.
Inguaribile romantica, iperattiva e al contempo dotata di una tempra straordinaria, la “bambina dei fiori di carta” oggi ventinovenne guarda avanti con lo stesso candore di quando faceva iris di cartapesta in ospedale. Senza smettere di sognare.

Stralci del libro

«Sono seduta a un tavolino della Galleria Colonna, davanti a me, il mio solito bicchiere d’acqua naturale con una fetta di limone.
La gente mi passa vicino, qualcuno mi saluta, altri mi sorridono e altri nemmeno mi vedono.
Sono qui sola, immersa nei miei pensieri, la testa corre, continua a ragionare, un pensiero si attacca a un altro. Avevo tre anni, forse qualche mese in più, ma sicuramente ero ancora molto piccola, quando fui portata per la prima volta all’ospedale San Matteo di Pavia, reparto oncoematologia pediatrica.
Lì ho imparato a fare i fiori di carta. Ricordo che feci un iris viola di cartapesta e lo regalai alla mia nonna Rosetta, lei lo ha sempre custodito gelosamente anche se poi, con il passare degli anni, dopo la sua morte, è andato perso comunque.
Lì all’ospedale ci si divertiva un mondo, avevo sempre qualcosa da fare, i medici non ti lasciavano mai in pace; per mia madre però non deve essere stato altrettanto divertente. Ricordo l’ultimo giorno prima di tornare a casa, mi visitò lo psicologo, chiacchierammo a lungo, prima con me da sola poi assieme alla mamma; povera mamma: scoppiò in lacrime. Erano quattro mesi che viveva lì con me giorno e notte, non mi aveva lasciata mai un attimo. Aveva solo venticinque anni, non ancora compiuti, solo ora mentre scrivo mi rendo conto di quanto fosse giovane. Era più piccola di me adesso, non ci avevo mai pensato; è come se le mamme ai nostri occhi fossero sempre state grandi, il nostro sostegno, il nostro scudo.

Quanto amo la mia mamma, lei sì, l’amo alla follia, non potrei mai stare senza di lei.

L’altra notte mi sono sentita sola, ultimamente mi capita spesso e non mi piace; per la prima volta nella vita ho bisogno di chiedere aiuto. Non l’ho mai fatto, mi sono sempre occupata io degli altri. Beh quella notte ho dormito con lei, l’ho abbracciata stretta stretta ma ho continuato ad avere paura».

L’autore

Sarah Maestri è nata a Luino, in provincia di Varese, nel 1979. L’esordio teatrale risale al 1997 con Puk, tratto da Sogno di una notte di mezza estate, in seguito lavora per il cinema dove debutta con il film I cavalieri che fecero l’impresa (2001) di Pupi Avati, con il quale lavora anche ne Il cuore altrove (2004). Nel 2003 ottiene popolarità con la soap Centovetrine su Canale 5 grazie alla quale, dopo solo sei mesi di messa in onda, vince la Telegrolla d’oro come miglior attrice nel ruolo di Virginia Forti. Nel 2006 è coprotagonista, nel ruolo di Alice, del film di grande successo Notte prima degli esami di Fausto Brizzi. Alla fine del 2006, sempre con la regia di Fausto Brizzi, gira Notte prima degli esami – Oggi che esce nelle sale il 14 febbraio 2007. Nello stesso anno riceve il Magna Grecia Awards e l’importante riconoscimento «Nuova certezza del cinema italiano» consegnatole al 52esimo Festival del cinema di Montecatini. Sempre nel 2007 ha un ruolo nella fiction in costume per la televisione La freccia nera. Fra un set e l’altro, si dedica al suo primo grande amore, il teatro, recitando in vari spettacoli tra cui nel 2005 Zoo di vetro e nel 2008 Perversioni sessuali a Chicago. Nel 2008 conduce su Radio2 Non voglio mica la luna. La Bambina dei fiori di carta sancisce l’esordio letterario del volto acqua e sapone del cinema.

Link

http://www.sarahmaestri.com/

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