Monthly Archive for agosto, 2011

DI LOTTA E DI GOVERNO – De Magistris intervistato da Sabelli Fioretti

Da domani in libreria

DI LOTTA E DI GOVERNO
Claudio Sabelli Fioretti
intervista
Luigi De Magistris

«Amm’ scassat’!»
Così, il 30 maggio 2011, il neosindaco di Napoli Luigi De Magistris si rivolgeva esultante ai suoi elettori. «È ’o sindaco nostro!» gli faceva eco la gente in festa da piazza Municipio.
Ed è vero: De Magistris ha scassato. Ha fatto il miracolo, meglio di san Gennaro. Quello che molti speravano avvenisse, ma su cui nessuno sarebbe stato pronto a giurare: superare Lettieri al primo turno e sconfiggerlo definitivamente al ballottaggio.
Da quando, messo in difficoltà dopo la chiusura delle inchieste da lui aperte in Calabria, ha deciso di abbandonare la magistratura e di entrare nell’Italia dei valori di Di Pietro, l’ascesa politica di Luigi De Magistris è stata rapida e intensa. Già parlamentare europeo – «quello più seguito su facebook» – ha collezionato una serie di successi culminati con l’elezione a sindaco della sua città. «Perché il popolo è dalla mia parte» afferma lui.
In questa intervista Claudio Sabelli Fioretti lo mette alla prova attraverso domande incalzanti, precise e mai banali: l’ostracismo di Beppe Grillo, la sinistra di Vendola e quella dei movimenti; il rapporto con il “fratello maggiore” Antonio Di Pietro, con il Csm e con Magistratura democratica, infine quello con i rivali più acerrimi – Berlusconi, Alfano, Bondi, Daniela Santanchè – ma anche con il fascino che sa bene di esercitare.

Luigi De Magistris è nato a Napoli nel 1967. Laureatosi in Giurisprudenza con lode, è stato uditore giudiziario presso la Procura della Repubblica di Napoli e sostituto procuratore della Repubblica al Tribunale di Catanzaro. Nel 2008 è stato trasferito a Napoli – a seguito del rilevamento di «gravi anomalie» nella gestione dell’inchiesta Toghe lucane – su richiesta dell’allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Nel 2009 ha lasciato la magistratura ed è stato eletto al parlamento europeo, nelle liste dell’Italia dei valori. A maggio 2011 è diventato sindaco di Napoli.

Claudio Sabelli Fioretti è stato direttore di «Abc», «PM», «Sette», «Cuore», «Gente viaggi», redattore capo di «Panorama», inviato dell’«Europeo» e del «Secolo XIX», caposervizio di «Repubblica» e di «Tempo illustrato». Ha scritto centinaia di interviste per il «Corriere della Sera» e per «La Stampa». Con Aliberti ha pubblicato La mia vita è come un blog (2007), Dimmi Dammi Fammi (2009), Una ricetta per l’Italia (2010), i libri-intervista Grillini (2007), Cossiga (2007 e 2009), Bondi (2008), Travaglio (2008 e 2009), Mogol con Giorgio Lauro (2008), Mussolini (2009). Assieme a Giorgio Lauro ha firmato, per Chiarelettere, A piedi. Ha scritto anche Spadolini, il potere della volontà (Sperling & Kupfer), C’era una volta la provincia (Sperling & Kupfer), Gigliola Guerinoni (Mani), Voltagabbana (Marsilio).

Alcune dichiarazioni tratte dal libro:

«Sono fuori da ogni logica di appartenenza politica e sono più debole di Di Pietro. Però temono molto di più me».

«Sono sicuro di essere stato un ottimo magistrato. Penso di avere le capacità per fare il politico. Sono convinto dei miei mezzi. Non lo dico solo io».

«Se domani qualcuno mi dicesse: “Sai, ho visto Berlusconi che si è lanciato dall’Everest” non mi stupirebbe».

COMPORTATI COME SE FOSSI FELICE: LA FELICITÀ VERRÀ. Vita morale e culturale in Claudio Magris

di Carlo Vallauri per Scena Illustrata (www.scenaillustrata.com)/Tempo Presente

“Comportati come se fossi felice: la felicità verrà dopo”: questa citazione di Singer sintetizza il “partecipe distacco” di Claudio Magris – secondo l’espressione di Marco Alloni che dialoga con lo scrittore in Se non siamo innocenti (Aliberti editore, Reggio Emilia, 2011) – una visione della vita che dà “forza morale” all’esistenza.
Traendo dal comportamento dei genitori i valori di lealtà, fedeltà e coraggio lo studioso – certamente il più europeo ed internazionale dei nostri maestri – offre una lettura etica degli insegnamenti ricevuti e trasmessi attraverso la sua opera e la costante sollecitazione ad attraversare le tragedie e le incertezze della nostra epoca mantenendo sempre, pur nella asprezza delle esperienze umane che hanno segnato in profondità il suo spirito, quel sufficiente livello di ironia, probabilmente raccolto dalla sua frequentazione culturale con l’ebraismo. Pur proveniente da una educazione cattolica di fondo (anche se appartenente ad una famiglia “non praticante”), la sua percezione intima di principi fondamentali non gli ha impedito di raccogliere una pratica quotidiana liberatrice dai rischi di ogni rigida impostazione. Le sue letture (da Cervantes a Weber, da Tolstoj a Svevo, come precisa) gli hanno dato una “formazione esistenziale” che lontano – egli scrive – dall’ambiguità del nichilismo, rendendolo consapevole della friabilità delle cose, donde la fascinazione del mito asburgico (caratteristico delle sue origini), come una razionale testimonianza di quella sofferenza vissuta, capace di far comprendere il “senso di colpa” nel coinvolgimento inquietante di una generazione non mera spettatrice. Così egli ha acquisito la consapevolezza di eventi subiti come possibilità di intendere le virtù e nello stesso tempo le debolezze dell’agire umano, nella compensazione dell’inevitabile logica del compromesso come del continuo mescolarsi della purezza e dell’ambiguità.
In questi concetti, nel contesto specifico di una memoria, contrassegnata dalle giovanili esperienze e nella conquista graduale, personale e morale di sentimenti e ricomposizione di orizzonti chiaramente intravisti e perseguiti, Claudio Magris simboleggia – come emerge dai sui studi di germanistica come nei suoi libri (da Danubio a Microcosmi, che l’autore di questa recensione indicava sempre agli studenti dell’Università per Stranieri di Siena come indispensabili per la conoscenza della moderna cultura europea). Una convinzione di senso morale unita al “desiderio di fare”, aspetti centrali della presenza viva dello scrittore nella realtà di complessi sociali ed umani travalicanti le singole religioni, come le diverse tradizioni costituenti la sua essenziale personale identità. Il senso dell’assoluto e del divino, caratteristica nella cultura della sua gente, emerge con chiara serenità nei suoi ricordi, nel suo infaticabile “fare” e – ci permettiamo di sottolineare – di “dare” agli altri.

Siluro del Pd su Montezemolo. Nelle feste dell’unità circola un libro sul passato di Luca

La discesa in politica del presidente della Ferrari sta provocando reazioni a catena
di Giorgio Ponziano  – Italia Oggi 27/08/2011

Da osservatore super-partes a competitor. Con le conseguenti, inevitabili scaramucce nell’agone politico per Luca di Montezemolo che sta costruendo il suo partito, Italia Futura, ormai ex-fondazione. Così un suo giudizio sul Pd non avrebbe provocato reazioni se a formularlo fosse stato l’imprenditore à la page, invece è subito partita la ritorsione perché a parlare era l’aspirante politico.

Il duello. Montezemolo: «Almeno nel Pdl molte voci si sono levate per migliorare la manovra, invece nel Pd tutto tace».Pierluigi Bersani: «Se c’è qualcuno che vuole solo farsi largo bombardando a destra e sinistra, noi gli diciamo che non è utile al Paese e che non c’è tempo per pre-campionati, perché la situazione è abbastanza drammatica. Siamo abituati a questa litania: non ci impressioniamo mica ma non si aspettino da noi il ventre molle, perché siamo anche di combattimento. Non ci possono dire qualsiasi cosa». E di rimando, Dario Franceschini: «Forse Montezemolo era distratto su qualche yatch». Ancora Montezemolo: «Da che parte sto? Sto dalla parte di chi vuol dare un contributo per affrontare i problemi reali del Paese. Il momento è grave e con la logica del ‘con me o contro di me’ non si va lontano. L’opposizione di centro lo ha capito, il Pd no». Insomma, il gioco in politica è più duro di quello nella pur divisa Confindustria o nel pur aggrovigliato grancirco della formula uno. Se finora Montezemolo è stato oracolo su un nobile piedistallo, adesso le regole del gioco cambiano perché nell’arena non ci sono intoccabili.

Perfino il sito web Linkiesta, promosso da una cordata capitanata dalla prodiana Anna Maria Artoni, ex-presidente del giovani di Confindustria, fa le bucce all’alleanza Montezemolo-Marchionne: «Marchionne non è neppure la copia di Fedele Confalonieri che resistette fin che potè all’ambizione politica del suo capo ma rischia di prendere il posto che fu di Marcello Dell’Utri, semplice e freddo esecutore dei voleri berlusconiani. Che bisogno ha la Fiat di dellutrizzarsi? Non serve neppure a Luca di Montezemolo che può intercettare scontento e aspettative diffuse ma non può fare la scimmia a Silvio Berlusconi».

Ma è soprattutto il Pd che si mostra agitato per le grandi manovre di Montezemolo. Ed ecco una prima ritorsione, la presentazione in pompa magna alla festa Pd di Reggio Emilia di un libro, «Il candidato, tutti conoscono Montezemolo nessuno sa chi è davvero» (Aliberti editore), che il leader di Italia Futura brucerebbe volentieri. Si parla di un regalo incamerato per favorire incontri con gli Agnelli, del flop di Italia 90, di RcsVideo, della Juventus, di operazioni non riuscite con la Carolco Pictures, di un abuso edilizio ad Anacapri, del ruolo non esaltante di ad alla Cinzano (dovettero intervenire gli inglesi per salvarla), del figlio del faccendiere Bisignani che lavora per lui, delle pressioni in Rai per dare spazio alle produzioni dell’ex-compagna Fenech. Ma anche di un ultimo nervo scoperto: non sarà che i tentativi del suo braccio destro, Diego Della Valle, di controllare il Corriere della Sera siano finalizzati ad appoggiare «Montezemolo for president»?

Insomma, pagine al fulmicotone scritte da un giornalista modenese, Stefano Feltri, che non sarebbero mai state propagandate all’interno di una festa Pd se non ci fosse di mezzo una neonata concorrenza politica. Occhio per occhio, dente per dente. All’attacco al Pd, Bersani ha dato ordine di reagire. Ed ecco che il libro incomincia a circolare nelle feste dell’Unità, con tanto di invito all’autore a raccontarlo (e ai pidiessini tentennanti, a leggerlo). Nel caso della festa Pd di Reggio Emilia l’autore è stato intervistato, nello spazio Loft, dalla giornalista Sara di Stefano: «Montezemolo?», dice Stefano Feltri. «Nel 1976 organizzò la campagna elettorale per Umberto Agnelli, nel 1983 voleva candidarsi con la Dc di Ciriaco De Mita ma Gianni Agnelli pose il veto, nel 2005 voleva approfittare della momentanea fragilità di Silvio Berlusconi e meditava il passaggio diretto dalla Confindustria (e dalla Fiat) a palazzo Chigi, nel 2008 rifiutò l’invito di Pier Ferdinando Casini di costruire una leadership di centro. Adesso dice che fonda un proprio partito». Il comunicato-stampa della festa Pd presenta così l’evento: «Mentre aspettiamo di vedere Montezemolo alla prova, possiamo cercare nella sua biografia le premesse di un successo o gli indizi di un flop».La risposta appare implicita, indice giù per colui che il sindaco comunista di Torino, Diego Novelli, aveva soprannominato «Libera&Bella», la griffe di un noto shampoo, per quel suo vezzo di aggiustarsi il ciuffo. E Stefano Feltri, dinanzi al pubblico piedissino, conclude così: «Montezemolo non è ancora diventato uno con cui si può stare, né uno contro cui ci si possa schierare fino in fondo, è nel limbo di politica e sport. Chi non vorrebbe essere lui in un immaginario berlusconiano senza Berlusconi, col fascino di chi seduce, non di chi compra?».

LA DISPOSIZIONE DEGLI ORGANI INTERNI – di Sofia Natella

Esce domani in tutte le librerie
LA DISPOSIZIONE DEGLI ORGANI INTERNI

di Sofia Natella per la collana alibertifreestyle.

Qual è la connessione tra istinti, sentimenti e pensieri, tra sesso,
cuore e cervello? Quale disposizione degli organi interni conduce all’orgasmo?

Piangendo per una sensazione che non so distinguere,
con quel poco di fiato che mi resta in gola, sussurro:
«Non ho mai pensato di poter andare così lontano,
tra le mie stesse gambe».

Per riconquistare l’estasi perduta una giovane donna – imperfetta, impaziente e innamorata – si lancia alla scoperta del piacere esplorandone le possibili variazioni e i meccanismi più segreti, con coraggio e sincerità disarmanti. Al suo fianco ci sono un enigmatico Dottore, l’amica di sempre Eva, e Lui, il suo grande amore. Sullo sfondo una città frenetica, letti sfatti e alcove improvvisate, un trasloco e un lavoro opprimente. Ma la ricerca dell’orgasmo la spingerà ad andare ben più in profondità di quanto avrebbe mai immaginato, chiedendole
di superare i propri limiti e di mettersi faccia a faccia con se stessa, rivelando a poco a poco una verità inattesa, umana, universale.

E ora le parole dell’autrice
«
Il tema del romanzo è l’orgasmo, la storia racconta un’anatomia del piacere,  il percorso di una giovane donna che lotta per riconquistare il suo orgasmo, le sue scoperte, tra candore e carnalità, per raggiungere un godimento ancora più ampio e abbondante. Esistenziale.
Non è un romanzo erotico. È anche erotico. Perché ridurre il sesso a una sola categoria estetica – quella del bello, del piacevole e dell’eccitante, dell’erotismo appunto – sarebbe riduttivo, poco realistico, stereotipato. A volte è doloroso, una macchia, a volte è gioia, sorrisi, gemiti ed eroismi. Cambia sempre. E sempre ci cambia. Ed è di questa mutazione interiore che produce e provoca il sesso che ho voluto scrivere, di come nel sesso ci sia tutta la nostra vita, di come dal sesso crei la vita stessa, ogni volta diversa. Ho voluto scrivere di quella connessione intima che lega gli istinti, il sentire e i pensieri – sesso, cuore e cervello, da qui il titolo del romanzo – e di come goderne, indirizzando il sesso e la vita verso la felicità.» (da sophieboop.com)

Sofia Natella, ventisei anni, vive a Chinatown in una casetta chiamata “la topaia” che si affaccia sui tetti di Milano. Dal 2007 scrive sul blog Pensieri senza mutandine, all’indirizzo sophieboop.com, eletto miglior blog erotico nel 2009.
Adora i lamponi, le spezie e saltare sui letti. Ha la frangetta ma, dice lei, non è fashion.

SPINOZA@REGGIO EMILIA – UNA RISATA VI DISSEPPELLIRÀ

Domani, sabato 20 agosto, alle ore 21.00 c/o lo spazio Loft di Festa Reggio (Campovolo – via del Partigiano Reggio Nell’Emilia) presentazione del libro SPINOZA. UNA RISATA VI DISSEPPELLIRÀ.

Reduci dalla pirotecnica presentazione dello scorso anno (che si concluse comunque con pochissimi feriti) i curatori di Spinoza.it Andreoli e Bonino tornano alla Festa Democratica di Reggio Emilia, ambientata come di consueto nell’immenso Campovolo, per presentare la nuovissima raccolta satirica “Una risata vi disseppellirà”.
Vivi, morti o X che siate, accorrete numerosi!

per info sulla festa:
http://www.festareggio.it/