A PROPOSITO DELL’INTERVISTA A BERLINGUER…


Lettera indirizzata a l’Unità e pubblicata in data odierna

Egregio direttore,

con riferimento all’articolo a firma Francesco Cundari pubblicato sul vostro quotidiano in data odierna (12/10/2011 ndr), desidero precisare quanto segue.
La nostra casa editrice ha deciso di pubblicare l’intervista a Enrico Berlinguer non animata dalla voglia di alimentare una polemica tutta interna al partito più importante della sinistra italiana o, peggio, per prendere una posizione su questa polemica.
Il nostro intento era ed è quello di dire a chi invece è confuso, in questa fase della nostra vita politica, che queste difficoltà non sono nuove e che sono state oggetto di attenzione da parte di grandi personaggi che oggi possono tornare ad essere un riferimento ideale.
Per questo nella parte iniziale dell’anno abbiamo pubblicato uno scritto di Pietro Ingrao sulla necessità dell’impegno personale nella battaglia politica ed un saggio di Luciana Castellina sulla necessità di ribellarsi e non cedere alle difficoltà.
Ci spiace molto che l’Unità non colga come sia più importante che ai lettori venga spiegato dalle parole esemplari di Enrico Berlinguer quale debba essere il ruolo di un partito della sinistra (difendere gli interessi di ogni debole nei confronti di una società capitalistica che tende a sopraffarlo e non solo ad alcune categorie) e invece pensi alla scomoda coincidenza di questa pubblicazione con la questione Penati (per inciso l’inizio della lavorazione del libro è antecedente all’indagine giudiziaria); che non colga la formidabile forza dell’invito a non mollare insito nella dimostrazione storica di come lo scollamento tra potere politico e popolo addirittura non consenta di avviare processi di rinascita economica e culturale; di come si riesca attraverso la rilettura di Berlinguer a far capire a tutti coloro che sono scoraggiati da fenomeni alla Scilipoti che questi sono immanenti ad un certo tipo di organizzazione politica che fa del capitalismo uno dei suoi capisaldi.
Questo era ed è il nostro intento; quello di favorire dibattito e presa di coscienza su queste tematiche tra i meno addentro alla polemica sulla linea politica ma più addentro alla voglia di fare qualche cosa per modificare questa ormai insostenibile situazione e la rappresentazione quotidiana di essa.
Non abbiamo mai dichiarato di voler pubblicare l’intervista integrale (avrebbe forse solo reso più lungo uno scritto che a noi sembrava perfetto per il nostro scopo come, peraltro, l’interesse suscitato in libreria sembra confermare).
Se abbiamo omesso qualche cosa che in questo senso potesse avere significato chiediamo scusa e troveremo il modo di farla comunque emergere.

Distinti saluti
Amministratore Delegato
Aliberti editore

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