Monthly Archive for novembre, 2011

O MIA BELLA MADU’NDRINA – Il libro di Manti e Monteleone aveva già svelato lo scorso anno gli intrecci che hanno portato all’arresto di Giglio e Morelli

Arrestati oggi il consigliere regionale Francesco Morelli e il giudice  Vincenzo Giglio, con accusa di appartenenza alla cosca Valle-Lampada.
I legami fra di loro erano già emersi nel libro O mia bella Madu’ndrina. Da Sud a Nord l’inarrestabile ascesa della ‘ndrangheta.

La tesi degli autori Felice Manti e Antonino Monteleone, che avevano ricostruito gli intrecci,  è che i movimenti tra i fratelli Vincenzo e Mario Giglio e Francesco Morelli sciano strettamente connessi  all’omicidio del vicepresidente della Regione Calabria
Francesco Fortugno.
Si legge a pagina 136 del libro:
L’informativa del Ros dei carabinieri parla di rapporti “oscuri tra i Lampada e i fratelli Vincenzo e Mario Giglio: Vincenzo, medico di professione, secondo i carabinieri “voleva scalare i vertici della politica locale di Reggio Calabria”. Alle politiche del 2008 tentò invano di farsi eleggere nel movimento La rosa bianca. Con Giulio lampada avrebbe creato un intenso rapporto cominciato con un affare: l’acquisizione di un immobile nel pieno centro di Milano. Il problema è che, secondo i pubblici ministeri, i Lampada rappresentano “quelle tipiche figure criminali che si innestano pienamente nel substrato mafioso ” con “compiti e ruoli connessi alla gestione del patrimonio economico del cartello mafioso” [...] Il fratello di Vincenzo Giglio, Mario, ha lavorato nelle segreterie politiche di due consiglieri regionali coinvolti in vicende inquietanti. Era il capo della segreteria di Franco Fortugno, il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria eletto nelle fila della Margherita e assassinato a locri il 16 ottobre del 2005. Locri e Milano sono lontani? Forse no. [..] Il 24 marzo 2006, l’Ansa batte una strana nota che non verrà ripresa dai giornali.  Si legge che agli atti dell’inchiesta “risultano frequenti spostamenti dei presunti componenti del gruppo di fuoco verso Milano”. Viaggi che si sono ripetuti fino al giorno prima dell’omocidio Fortugno. In Lombardia sarebbero arrivati, infatti, Domenico Audino e Domenico Novella, entrambi coinvolti nell’esecuzione di Locri. Ci si chiede cosa siano andati a fare a Milano proprio alla vigilia di un delitto eccellente. L’ipotesi a cui si sta lavorando è che siano andati a ricevere l’autorizzazione all’esecuzione del delitto.

E ancora a pagina 139:
Il 13 febbraio 2008 viene intercettata una telefonata tra Giulio Lampada [...] e Morelli. Dice il primo “La chiamavo per salutarla siccome sapevo ceh doveva salire a Milano in questa settimana, non l’ho sentita per nulla, ho detto io lo chiamo vediamo se verifi…se sale per caso a Milano…così”.

Per la terza volta intrecci riportati nel libro si rivelano esatti.

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ANTEPRIMA. IL METODO STICAZZI IN VERSIONE NATALIZIA

Vi ricordate dei preziosi consigli per ridurre lo stress quotidiano a cura della premiata ditta Carla Ferguson Barberini? Ebbene, ora la stessa squadra ricompare con un prontuario utilissimo per le vacanze di Natale, in uscita il 1 dicembre. Parafrasando la famosa Rossella, verrete condotte per mano a seguito del motto “Oggi è Natale. Ma domani è un altro giorno!.”

Vi verranno elargiti suggerimenti per rapportarvi al meglio: con i parenti, con i menu della stagione, con le decorazioni in tema, con i regali da comprare e quelli da riciclare, con le interminabili conversazioni e pranzi/cene di famiglia.

Seguendoli, approderete organizzatissime a Santo Stefano e saprete persino come gestire il rientro dalle ferie (cosa rispondere all’amica ricca, al tipo noioso e/o lamentoso e via dicendo). Non temete, però, ogni tanto, in questo feroce manuale, troverete a sorpresa qualche elogio dei buoni sentimenti (pochi, ma buoni).

Per quanto mi riguarda ho gioito quando alla voce riguardante l’alimentazione natalizia ho trovato questo verbo:

Il comandamento del Metodo riguardo il pranzo di Natale è: sticazzi dieta, delle calorie, dei trigliceridi, cintura. Mangiate, mangiate, mangiate e bevete senza pensieri! Storditevi di cibo, dite sì ai bis, perché il Natale è la festa della tavola!

Fonte: Pink

RESISTERE A EQUITALIA: UNA GUIDA PRATICA E MOLTO UTILE

Uno si alza una mattina, va in banca e scopre che gli hanno bloccato il conto e ipotecato la casa.
Il tutto senza una comunicazione alla diretta interessata, a cuasa di multe non pagate e in parte prescritte.

Questa esperienza – comune a tanti – ha spinto una giornalista, Elena G. Polidori, a scrivere un manuale molto utile sulla base del suo ricorso giudiziario contro Equitalia che, infine, ha vinto.

Che cos’è Equitalia? Quali sono i suoi scopi? Perché da strumento per uno Stato più efficiente si è trasformata nell’incubo dei contribuenti? E, soprattutto, come difendersi da eventuali errori dell’agenzia di riscossione?

A queste e altre domande l’autrice dà risposta in questo saggio che si interroga sulla reale efficacia della lotta all’evasione e sulla possibilità di un fisco più giusto e veramente equo.

Il volume comprende una breve guida – stilata con l’aiuto delle associazioni per la tutela dei consumatori e aggiornata alle ultime disposizioni di legge – per comprendere meglio il funzionamento di Equitalia e fornire strumenti di difesa di fronte a errori o ingiustizie.

(Fonte: Cnim)

AURINIA LA GLADIATRICE – Recensione di Thrillermagazine.it

di Igor De Amicis

La giovane condottiera germanica Auriane prosegue le sue campagne belliche e le sue inarrestabili conquiste con l’unico scopo di vendicare lo sterminio della sua gente, ma il suo mondo sta per cambiare radicalmente. La fortuna sembra voltarle le spalle e così la giovane guerriera viene fatta prigioniera dalle truppe romane e viene condotta nella capitale dell’Impero. E lì si troverà costretta ad imbracciare nuovamente le armi, ma questa volta nell’arena per divenire gladiatrice con il nome di Aurinia. La sua vita non sarà votata solo alla violenza, in quel mondo fatto di sangue e morte incontrerà il nobile romano Marco Giuliano, il loro amore clandestino sembra racchiudere in se un mistero legato allo strano amuleto che lui porta al collo e che è identico al suo. Le loro vicende si intrecceranno con la storia dell’urbe, e la giovane germanica si ritroverà suo malgrado a essere testimone e protagonista dei fasti e delle corruzioni della Roma Imperiale.

Aurinia la gladiatrice è il secondo volume della saga La luce del nord, dell’autrice americana Donna Gillespie e viene pubblicato in Italia da Aliberti editore.

Il romanzo mantiene intatti forza e dinamicità del primo libro. La vicenda si sviluppa in modo affascinante e il cambio di prospettiva e di ambientazione (dalle rudi foreste germaniche ai lussi e fasti della capitale) arricchisce ancor di più lo splendido affresco che l’autrice riesce a imbastire di un epoca e di un mondo che continuano dopo millenni a coinvolgere milioni di appassionati.

La scrittura della Gillespie è collaudata, priva di sbavature si muove con sicurezza pagina dopo pagina coinvolge in lettore con una narrazione minuziosa, ma mai pesanti. La descrizione dei combattimenti si lasciano apprezzare per dinamicità ed enfasi, e con un taglio decisamente cinematografico rendono perfettamente il patos dello scontro fisico ed emotivo dei combattenti. I dialoghi sono decisi e taglienti, guidano con forza l’intera vicenda. Il personaggio di Aurinia, già molto apprezzato nel primo libro della saga, continua ad approfondirsi e a strutturarsi di mille sfaccettature, il suo lato romantico, sviluppato nella storia d’amore con il nobile romano delinea ancor di più psicologia e sentimenti dei personaggi arricchendo tutto l’impianto della vicenda.

Una splendida storia, che continua fra amore e morte, intrighi e misteri, in una Roma imperiale affascinante e corrotta. Da leggere.

Clicca sulla copertina per leggere la recensione del primo edpisodio.

IL METODO ANTISFIGA

Sputi per terra e baffi di gatto in borsa. Tutte le scaramanzie delle celebrità

C’è chi sputa tre volte per terra (parecchi), chi si mette le stesse mutande (Fabrizio Frizzi, ps:lavate), chi sale in aereo col piede sinistro (Iva Zanicchi), chi (il principe Emanuele Filiberto) si acquatta nell’ombra in attesa che qualcun’altro passi, prima di lui, dopo un incolpevole gatto nero, chi (Isabella Ferrari, pure sotto al letto) lancia manciate di sale, chi (Massimo Boldi) lombrosianamente crede di riconoscere lo jettatore al primo sguardo. E’ un prontuario dettagliato sui riti contro la jella a cui si aggrappano le celebrities «Il metodo antisfiga – Le scaramanzie dei vip» scritto da Gian Maria Aliberti Gerbotto per la Aliberti editore (non sono parenti), prefazione di Lino Banfi, avvertenze del Cicap (comitato per il controllo sul paranormale) di Piero Angela, conclusioni del cardinale Ersilio Tonini, ricavato devoluto alla ricerca sul cancro.

DOPPIE CORNA - Due anni di interviste e 240 pagine per scoprire che Valeria Marini, almeno una volta a settimana, fa il bagno con due pacchi di sale grosso nella vasca, che Serena Dandini lo metteva agli angoli dello studio di «Parla con me» come amuleto «contro il Potere» (e in più tiene un gobbo in borsa, Miriam Leone invece un baffo del suo micio), che Federica Pellegrini prima delle gare, in mancanza di altro, si tocca il seno, mentre Max Giusti fa le doppie corna e le incrocia sulle parti basse, che Alessandra Mussolini, (oltre a nascondere una treccina dorata scacciaguai sotto ai capelli) è convinta che fu una collega parlamentare in aula, dopo averla guardata con «l’occhio secco» a mandarle un tremendo mal di schiena. O di quando Gigi Proietti non fece in tempo a rallegrarsi perchè il noto menagramo non sarebbe più andato a vederlo a teatro, quella sera. Pochi minuti dopo andò a fuoco una poltrona: lo jettatore, in realtà, aveva cambiato idea.

MALOCCHIO – Paola Perego è ancora convinta che una puntata parecchio accidentata di «Buona Domenica» fosse colpa degli slip verdi che un’assistente portava sotto ai jeans. Valentina Vezzali prima di salire in pedana mette qualcosa di rosso contro l’invidia. Così fa Cesara Buonamici al tg. Carlo Conti ricorda ancora la signora vestita di viola nel pubblico. E i due faretti rotti, il monitor fracassato e i computer in tilt. Persino l’astrofisica Margherita Hack, coinvolta in un recital teatrale, invocò tre volte «M…da», come si usa. Matteo Marzotto ha pensato di avere il malocchio, Moira Orfei lo sa togliere, una scettica Rosa Russo Iervolino si prestava al rito anti-jella per non scontentare la suocera, Antonella Clerici consulta la cartomante, Tonino Guerra bacia un santino russo, il «Venerabile» Licio Gelli conserva quello di Madre Teresa, Giulio Scarpati tiene in tasca un chiodo storto, Martina Stella un braccialetto nero di stoffa del liceo, Luca Bizzarri mette una collana con un bullone. Valerio Massimo Manfredi aveva un collega «innominabile», Gianfranco Vissani non apparecchia per tredici, Federico Moccia, in caso, non ci si siede.

di Giovanna Cavalli per Corriere.it