Monthly Archive for gennaio, 2012

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«CRESCIAMO NONOSTANTE LA CRISI» MA ALIBERTI TEME LE BANCHE

IN ESCLUSIVA L’INTERVISTA RILASCIATA DALL’EDITORE FRANCESCO ALIBERTI AD AFFARITALIANI


Tassi da usura, ipoteche: come Equitalia è diventata un incubo. Intervista a Elena G. Polidori

Parla Elena G. Polidori, autrice di un libro sull’agenzia. I contribuenti sono esasperati.
di Michela Rossetti per il Salvagente

“Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni, oltre che condannare le violenze”.
E’ stata questa la frase che ha scatenato la bufera su Beppe Grillo, reo di aver sottolineato “il problema Equitalia” al di là dei gesti di violenza che in queste settimane stanno colpendo l’agenzia di riscossione. Un problema che il leader del Movimento 5 Stelle non è il solo ad aver denunciato.
Lo ha fatto con un libro – “Resistere a Equitalia” pubblicato da Aliberti Editore – Elena G. Polidori, giornalista del Quotidiano Nazionale (“la Nazione”, “Il Resto del Carlino” e “Il Giorno”), da sempre vicina ai diritti dei consumatori.
Lei lo ha scritto nel testo chiaro e tondo. E oggi lo ripete ad alta voce al Salvagente.it: “Equitalia, per i contribuenti, è un incubo. E anche piuttosto ricorrente, considerando la frequenza con cui arrivano le cartelle esattoriali… Negli ultimi anni si è raggiunto il livello di saturazione, dovuto a un comportamento che ‘disinvolto’ è dire poco”.

Nel suo libro scrive che “una macchina da guerra creata per essere al servizio dei cittadini spesso si trasforma nel loro incubo peggiore”. Come succede?
In molti modi. Con tassi di mora che dopo un certo periodo di tempo arrivano all’11%: una cifra altissima, se consideriamo che la soglia di usura è al 14%.
Succede con ipoteche sulla casa e sulla macchina per poche centinaia di euro, magari per una multa non pagata o il canone Rai evaso.
Ci troviamo di fronte all’assurdo che si arrivano a pignorare gli strumenti di lavoro di un artigiano, o perfino le pecore di un pastore sardo.
E’ successo anche questo, in Sardegna. Ma di esempi ne potrei fare a centinaia.
Ad una persona di cui non farò il nome Equitalia ha ipotecato il garage di 80.000 euro, per un debito che era di 156 euro.

Anche lei ha avuto la sua esperienza personale…
Come molti altri, sì. Per una multa non pagata Equitalia mi ha messo un’ipoteca sulla casa e anche protestato. Sa cosa vuole dire? Che mi potevano anche chiudere il conto corrente…

Com’è finita?
Fortunatamente bene. Ma non tutti, come me, possono permettersi i costi di una causa o di un avvocato per fare ricorso.
Il problema è che Equitalia si comporta con un eccesso di zelo, e può davvero cambiarti la vita per una rata dell’immondizia mai arrivata, o un conto dell’Iva sbagliato dal commercialista.
Fino a poco tempo fa non esisteva neanche una soglia di debito a cui far corrispondere un’ipoteca.

E oggi?

Dopo un susseguirsi di ricorsi, la Cassazione – nel 2010 – ha stabilito un tetto di 8mila euro. Poi nel 2011 è intervenuta la legge ordinaria, anche grazie al pressing della Lega in difesa delle quote latte, che ha alzato la cifra a 20mila euro.

Qualcuno potrebbe obiettare – come è successo – che in un paese con una delle più alte evasioni fiscali Equitalia fa solo il suo dovere.
Vero. Ma la questione non si risolve perseguendo i cittadini comuni e lasciando “in pace” i grandi evasori. Perchè questo succede con Equitalia.

Succede che pagano coloro che denunciano al fisco case e macchine. Quelli, in sostanza, che normalmente le tasse già le pagano.
Loro vengono perseguiti senza scampo, mentre i noti “furbetti delle tasse” che per far ritornare i capitali nascosti nei paradisi fiscali hanno preteso “scudi” e assicurazioni sul futuro che in nessun altro Paese un governo si sarebbe mai abbassato a promettere, la fanno magari franca.
Pensiamo solo alla manovra di agosto scorso: mentre il governo Berlusconi prometteva una lotta serrata contro gli evasori, non si è riuscito a realizzare un accordo con la Svizzera, sul modello di quello già siglato da Germania e Gran bretagna, per imporre una tassa fissa ai propri cittadini titolari di conti correnti nelle banche elvetiche.

Il “Problema Equitalia” quindi esiste. Ma allora perché l’intera classe politica ha preso le distanze da Grillo quando ha semplicemente chiesto di analizzare le ragioni di un tema presente da anni?
Perchè lo Stato non può sconfessare sé stesso. Equitalia è il braccio armato dell’Agenzia delle Entrate, controllata dal ministero del Tesoro. Un ministero oggi guidato da Monti, a capo del governo a cui i maggiori partiti hanno promesso sostegno.

Ieri Bersani si è “azzardato” a sollevare la questione di una riforma per Equitalia.
Lo ripeto: Equitalia dipende dal governo. Non serve necessariamente una riforma, ma una volontà politica.
Non a caso Attilio Befera – braccio destro di Tremonti sul fronte fiscale – è rimasto a capo dell’Agenzia delle Entrate anche con Prodi, di nuovo lì con Berlusconi e oggi con Monti.
Serve  una volontà politica precisa, che se da parte di Tremonti non c’era, con Monti non si è ancora vista.

EQUITALIA: FOLLI STORIE DI VITTIME

Capire la rabbia delle vittime non vuol certo dire giustificare gli attentati.

di Maria Grazia Bruzzone per LaStampa.it

Resistere a Equitalia. Una giornalista, Elena Polidori ha pubblicato da poco un libro con questo titolo (Aliberti editore) dove spiega come difendersi da cartelle esattoriali pazze e pignoramenti. Che lei stessa ha subito, ritrovandosi di punto in bianco col conto corrente bloccato e l’auto fermata, per qualche multa non pagata. Senza alcun preavviso.

E’ un fatto che la macchina da guerra messa in campo per combattere evasione e elusione anziché essere al servizio dei cittadini si trasforma spesso nel loro peggiore incubo.  Vessazioni che di mese in mese hanno provocato, non da oggi, un’escalation di rabbia. Accresciuta dalle ennesime iniquità: mentre gli esattori si accaniscono sui piccoli, colpevoli magari di non aver ricevuto la notifica di una multa, i grandi evasori – a quanto si legge sui giornali – continuano a restare impuniti.

Un paio di settimane fa, dopo i primi pacchi bomba,  Lettera43.it ha raccontato online alcune vicende di ordinaria follia.

Appartamenti pignorati. C’è chi si è trovato addirittura la casa pignorata a causa di debiti assolutamente irrisori.  (Per fortuna nel 2010 una sentenza della Cassazione ha sancito l’impossibilità di procedere a pignoramenti per somme inferiori agli 8000 euro).  E’ successo anche a chi scrive e ancora attende, dopo tre anni, la sentenza del giudice di pace a cui ha fatto ricorso).

Sorprese durante il rogito. Molti cittadini hanno saputo della spada di Damocle che pendeva sulle loro teste solo per caso, e in extremis. “Magari il proprietario andava a fare un rogito e scopriva che Equitalia gli aveva pignorato la casa per un debito di poche centinaia di euro” racconta a Lettera43.it l’avvocato Gianluca Fontanella di Adiconsum. “La società, peraltro, sostiene di non avere l’obbligo di comunicazione”.  La legge non è affatto chiara.

Pressioni sul contribuente. “In sostanza Equitalia in modo del tutto arbitrario genera pressione sul contribuente che, in assenza di una previa comunicazione, scopre l’ipoteca quando sta per vendere l’immobile. E, data la fretta, finisce per pagare. Se invece l’ipoteca gli venisse comunicata, avrebbe tuto il tempo di contestarla, come è suo diritto”.

Case vendute all’insaputa del proprietario. “Faccio l’autista da 30 anni e nello svolgere il mio lavoro ho preso una serie di multe per un totale di 4500 euro” racconta Nunzio,  provincia di Caserta. ” Il mio titlare non si è curato di pagarle e l’importo dovuto a Equitalia è cresciuto fino a 19.500 euro. Per questa cifra mi è stata portata via una casa da 300mila.
L’appartamento di Nunzio è stato pignorato, messo all’asta e venduto. Ma lui non lo sapeva. L’ha scoperto quando alla porta, in una delle rare occasioni in cui era via per lavoro, ha bussato l’ufficiale giudiziario  insieme a carabineri e nuovi proprietari. “Ho provato a ricomprarla, mi hanno chiesto 200 mila euro, una cifra che non ho”.  Nunzio ha fatto causa. “Nel frattempo mi sono sistemato dai miei parenti”.

Di storie simili è piena l’talia, aggiunge il giornale online. Un commerciante barese, per esempio, ha chiesto di poter rateizzare le somme dovute, come è previsto: ma la casa gli è stat pignorata comunque. A Genova una famiglia con tre bambini piccoli si è vista mettere il proprio appartamento all’asta per un debito di circa 15 mila euro.

Da 5 centesimi a 62 euro. Ci sono anche casi al limite del ridicolo. La signora Maria Lidia Picchiri, titolare diun’azienda consorziata con l’Aci di Cagliari, quando ha aperto la busta di Equitalia non ha creduto a suoi occhi. Per un debito di 5 centesimi del 2009 le si chiedevano 62,03 euro, 1.240 volte di più rispetto alla cifra originaria. “Quei 5 centesimi in meno  sono sicuramente il frutto di un errore materiale dell’impieato che ha trascritto male la cifra”, ha scritto all’Unione Sarda. Ma Equitalia non perdona e il conto con intesse deve essere saldato.

Multe pagate ma non basta. A una signora di Roma, raccontano all’Associazione Noi Consumatori, è arrivatauna cartella per multe non pagate. Lei ha versato l’intero importo, ma poco dopo le è arrivata comunque la notifica di fermo amministrativo. Basta un insoluto di 50 euro per vedersi bloccata la macchina. E farsi rimuovere il provvedimento è una fatica improba. Oltre a pagare, si è rimbalzati da un ufficio all’altro per intere giornate.
Capita anche di aver pagato il dovuto, ma in ritardo. E di vedersi per questo arrivare, due anni dopo, una cartella con la richiesta di pagare una mora…pari all’importo della multa stessa. Un interesse da usura.

Sei milioni di auto bloccate. Il fermo amministrativo dei mezzi, compresi quelli da lavoro, riguarderebbe – stando al sito Agoravox -oltre 6 milioni di autoveicoli. Se poi qualcuno  osa circolare ugualmente nonostante il divieto se è così sfortunato da farsi pizzicare,  nuova multa da 2500 euro. Un modo di operare assai poco ortodosso.

Errori su errori.  Scambi di persona, notifiche mai spedite, cartellini esibiti con date antecedenti allo stesso verbale: gli sbagli di Equitalia sono tantissimi, per esperienza. Consigliamo di rivolgersi a specialisti in multe per controlli e consigli.

Le novità della manovra Monti.   Nel “Salva Italia”  è stato cancellato l’aggio el 9% che Eqitalia incassa sui debiti che deve riscuotere. sarà lo Stato a stabilire la percentuale, a seconda del servizio.  Di più. D’ora in poi i beni pignorati non saranno più messi all’asta ma potranno essere acquistati i proprietari dopo l’ok dell’agente di riscossione.
Meglio che niente….