IL PLURALE DI CACAO – Leggi l’intro di Stefano Denti!


Nota dell’autore: alcuni dei comportamenti descritti in questo libro sono pericolosi e appositamente portati all’esasperazione letteraria a scopo di puro intrattenimento. Non sono da imitare. Non ti azzardare a provarli per poi usarmi come alibi: io ti ho avvertito.

Relegata sin dalla notte dei tempi a sorta di malattia dai fanatici del galateo, la tanto bistrattata maleducazione (da sempre combattuta da tutti noi finti bacchettoni) negli ultimi anni ha finalmente conquistato la meritata ribalta. Ricchi, potenti, famosi e aspiranti tali, numerosissime sono le personalità di spicco che hanno fatto delle cattive maniere una vera e propria regola di vita, arrivando in taluni casi a farne la base del proprio successo.
«Ma per chi non aspira alla fama» forse ti starai chiedendo «qual è il senso di un corso di maleducazione? Il puro divertimento?» Certo, la cafonaggine fine a se stessa può essere un ottimo svago, ma non va dimenticato che essa – se applicata a dovere – può consentire di ottenere vantaggi e privilegi notevoli, facendoci risparmiare tempo e fatica in tutta una serie di incombenze della vita quotidiana e generando contemporaneamente fastidi al prossimo.
Come sappiamo, la maleducazione non è un’invenzione moderna. Già in passato molti personaggi illustri avevano tentato di elevarla a leitmotiv imperante, gettando le basi di quello che sarebbe stato il sistema sociale dei secoli futuri (ATTENZIONE! Se stai pensando «Che palle, pure i cenni storici…» sei già un passo avanti nella classifica: ricordati che una delle peculiarità del vero maleducato è l’ottusità mentale). Come non ricordare Maria Antonietta che rispose di dare brioches ai francesi che si lamentavano di non avere più pane? Un colpo di genio leggendario di estrema maleducazione… ma i tempi non erano maturi e la poveretta non venne capita.
Ma pensiamo anche al grande Garibaldi, che nel 1866 venne stroncato dall’ordine perentorio di piantarla lì dov’era: un altro esempio storico di maleducazione ante litteram, al quale purtroppo, sempre a causa dei tempi non maturi, l’eroe dei due mondi non poté far altro che rispondere con un «Obbedisco» pregno di malcelata ribellione.
Ricordando che la superbia e l’egocentrismo sono punti cardine della maleducazione, possiamo inserire in questa carrellata storica un insospettabile Winston Churchill il quale, non apprezzando il nome in codice attribuito allo sbarco in Normandia, si sparò un viaggio mentale allucinante rinominandolo “Operation Overlord”, ovvero “Operazione Signore Supremo”. Minchia! E chi sei, Zeus?
Comunque, non preoccuparti: per diventare campione di maleducazione non c’è bisogno di mandare al fronte milioni di soldati né tantomeno farsi tagliare la testa… basta molto meno. Anzi, se fai un po’ di autoanalisi forse sei già molto in alto nella nostra classifica, anche se probabilmente non ne sei ancora consapevole.
In ogni caso, questo manuale ti aiuterà ad affinare le tue strategie e diventare un maleducato a tutto tondo, svelandoti trucchi che di certo ignoravi per massimizzare sia il profitto delle tue azioni sia il fastidio che esse generano negli altri.
Nei seriosissimi master che di tanto in tanto mi capita di frequentare, spesso vengono proiettati schemi come questo:


Ovviamente l’obiettivo originale è quello di raggiungere il quadrante “ottimale”, mentre la casella “criticità” è quella più pericolosa: il connubio tra scarsa tolleranza verso gli altri ed eccessiva indulgenza verso se stessi, in un mondo perfetto, costituirebbe un elemento inadeguato per qualunque gruppo di lavoro. Ma, allo stesso tempo, quel settore rappresenta l’essenza del maleducato, e quindi il nostro punto di arrivo: concedi e perdona tutto a te stesso, e allo stesso tempo pretendi anche l’impossibile da chi ti sta intorno.
Ma ricorda: anche se pensi di appartenere già alla casella “criticità”, non pensare che questo corso non ti serva a nulla. Il percorso formativo è lungo e impegnativo, e di certo devi fare ancora molta strada per scalare la hit parade della maleducazione. Solo applicando le tecniche qui illustrate potrai mettere alla prova i tuoi limiti e far emergere il bastardo impertinente che di certo alberga in te.
Direi che possiamo procedere. Al termine del libro troverai uno schema di autovalutazione nel quale dovrai attribuirti un punteggio per ogni capitolo: mi raccomando di compilarlo e aggiornarlo costantemente per misurare i tuoi progressi. Ma se stai pensando che non vuoi certo vedere quanto sei maleducato né tantomeno perfezionare la tua eventuale cafonaggine, chiedendoti anzi perché dovresti proseguire nella lettura, ti do due motivazioni:
1 – Studia questo libro come un testo di analisi com-
portamentale e fanne tesoro: in questo modo, se proprio non vuoi piegarti al lato oscuro del bifolco, puoi almeno conoscerne le armi e le strategie più efficaci. Questo ti aiuterà a difenderti da tutti i maleducati che, meno inclini a farsi scrupoli di te, ti circonderanno ogni giorno tentando di sopraffarti.
2 – Ormai l’hai comprato, no? Allora tanto vale leggerlo. A meno che tu non sia uno di quei maleducati che si leggono mezzo libro piantati in piedi in mezzo alla libreria e poi non lo acquistano: in questo caso mettilo giù subito, che magari uno meno fetente di te lo vede e se lo compra. Grazie.

Stefano Denti

Per approfondire_

- Ascolta l’intervista fatta all’autore da Michele Cucuzza e Chiara Giallonardo a Radio Due Days

- Tutti i martedì sintonizzati su Radio Deejay alle 21,30 ascolta A tu x Gu, troverai la rubrica di Stefano Denti sulla maleducazione!

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