Dottoressa scrittrice, un caso letterario. Sta facendo discutere «Sul mio corpo», il libro pubblicato da Sonia Rottichieri, medico di base a Sorisole


«I racconti dei pazienti nel mio libro erotico»
Corriere.it – Donatella Tiraboschi

La dottoressa Sonia Rottichieri

Altro che «Cinquanta sfumature di grigio», il clamoroso caso editoriale inglese che, negli Stati Uniti, in sole sei settimane ha venduto più di 10 milioni di copie. Qui di sfumato non c’è proprio niente. Colori e situazioni sono nette: rosa (poco), nero(pochissimo), blu (elettrico ed elettrizzante) e rosso (fuoco) con toni che passano in tutte le gradazioni. Tinte forti e roba forte. Diciamo pure hard.
Il colore di partenza è comunque il bianco. Quello del camice d’ordinanza che però la dottoressa Sonia Rottichieri non indossa mai. I pazienti del suo studio di medico condotto a Sorisole, dove dal 1997 ha censito oltre mille mutuati, la conoscono da sempre, soprattutto per la sua estrema disponibilità che fa rima con reperibilità: «Il mio telefonino è sempre acceso, rispondo a qualsiasi ora del giorno e della notte».

Sicuramente meno, i suoi assistiti, la conoscevano nelle vesti di scrittrice. Non di libri per bambini né di trattati medici, anche se il titolo del suo primo libro «Sul mio corpo» potrebbe rivelarsi fuorviante. Uscito lo scorso 21 giugno per Aliberti Editore, è al centro di dibattiti sulle principali riviste che si occupano di letteratura ed è considerato la risposta italiana, anzi bergamasca, al best seller di E.L. James, una presunta casalinga, perché secondo Sonia la signora James che di vero nome fa Erika Mitchell «in realtà faceva la sceneggiatrice per la tivù».Dunque, sarebbe tutto un bluff, mentre nel suo caso è tutto vero: Sonia Rottichieri è davvero una dottoressa e non è una scrittrice, anche se questa sua opera prima tradisce un sorprendente e immaginifico (in tutti i sensi) talento. Sia ben chiaro, entrambi i libri non sono trattatelli per educande, ma confrontarli significa paragonare un fragolino alla grappa: la gradazione alcolico-erotica è almeno dieci volte tanto, con una precisazione: «Il libro è forte, a tratti crudo, ma non è mai volgare, perché il confine che separa l’erotismo alla volgarità è labilissimo e io ne sono stata alla larga».

La protagonista del romanzo è Alice (un nome senza alcun riferimento) una quarantenne vagamente snob e annoiata che, dopo aver risposto ad un annuncio erotico, finisce per ritrovarsi, non nel paese delle meraviglie, ma all’interno di una villa, sottomessa a quello che per tutto il romanzo, sarà definito come il «padrone». Un uomo che su di lei darà la stura a tutte le possibili e perverse fantasie in un rapporto che, al di là di pratiche portate alle estreme conseguenze, mette in contrapposizione le due psicologie: quella dell’uomo dominatore e della donna che, dominata, ribalta la situazione facendo della sottomissione la sua forza e diventando lei stessa «padrona».
Un intreccio tra il fisico e lo psichico di non facile decifrazione che costituisce il canovaccio narrativo di un libro scritto di getto in soli due mesi, un paio di anni fa. «Era un periodo nel quale mi sentivo un po’ giù di corda e la scrittura è stata, come dire, la miglior terapia». La stesura è cominciata senza un sentiero tracciato: «Nemmeno io sapevo come la storia sarebbe finita», racconta Sonia «ma sono stata incoraggiata dalla mia amica e paziente Pamela, alla quale facevo leggere a spizzichi e bocconi i vari capitoli del romanzo».

Azzardiamo, vagamente autobiografico? «Non nel senso personale – risponde – quanto piuttosto in senso professionale, dal momento che per anni ho ascoltato le mezze confidenze di molte pazienti, donne che si piegavano ai voleri del proprio uomo quasi non ritenendosi degne di meritarne l’amore e le attenzioni. Mentre dall’altro, sono proprio le donne, che pensano sempre a soddisfare i bisogni degli altri, ad essere bisognose di cure e di accudimenti». Secondo un rapido sondaggio alla domanda: «Se vostro marito/compagno/fidanzato vi proponesse una tre giorni nei quali sarebbe lui a doversi preoccupare di tutto, voi non gli ubbidireste?». La risposta, tra le amiche della dottoressa e le pazienti dell’ambulatorio, tra le quali è tutto un «pissi pissi bao bao» nella corsa in libreria, è stata plebiscitaria: per dirla alla E.L James «of course», per dirla come da queste parti «di corsa».
Per saperne di più: http://soniarottichieri.tumblr.com/

Articoli correlati:

0 Responses to “Dottoressa scrittrice, un caso letterario. Sta facendo discutere «Sul mio corpo», il libro pubblicato da Sonia Rottichieri, medico di base a Sorisole”


  • No Comments

Leave a Reply