“Roma underground”, viaggio oltre le mura dell’Urbe


Da qualche giorno è uscita una guida anticonformista e low cost per conoscere l’anima della Capitale. Paese Sera ne ha parlato con l’autrice Laura Mancini

Oltre le rovine dei fori, le passeggiate notturne a Campo de’ fiori e Fontana di Trevi e le cene trasteverine, c’è un’altra Capitale da scoprire. Per farlo basta andare in libreria e pescare tra gli scaffali la guida anticonformista Roma Underground (Aliberti editore, pagine 336, 13 euro), un volume utile per i turisti non convenzionali e per quei tanti romani che vogliono vivere la metropoli in modo genuino e all’insegna del risparmio. Di questa Roma abbiamo parlato con la giovanissima autrice Laura Mancini.

Quando è nata l’idea di realizzare questa guida alternativa per conoscere la Capitale?

L’idea è nata lo scorso autunno, anche se la concreta realizzazione del progetto è avvenuta nelle poche settimane precedenti la pubblicazione. L’editore Francesco Aliberti, col quale da tempo collaboro, andava e veniva dalla città, frequentandola molto ma conoscendola meno, e capitava che ci incontrassimo per discutere di qualche progetto editoriale in giro per il centro. Suggerivo spesso il bar col caffè migliore, la scorciatoia per evitare il traffico, e così mi ha chiesto di scrivere un libro su Roma. Che ho avuto la libertà di declinare secondo il mio gusto e la mia esperienza della città.

Qual è la “meglio” Roma che consigli di visitare ai romani?

Il quartiere del mio cuore è Garbatella, per motivi affettivi e politico-culturali. In generale prediligo, tra i due emisferi urbani, quello meridionale, che trovo più autentico e interessante, ma nel libro trovano spazio molte altre aree della città, centrali e non, tutte valorizzate per le loro specifiche e nascoste ricchezze.

Negli ultimi anni si è parlato spesso di riqualificazione sostenibile delle periferie. È una soluzione possibile?

È con questo spirito che mi sono messa alla scrittura del libro. Ho segnalato strutture e spazi che animano le zone meno conosciute di quella che, con una ridicola etichetta, oggi è denominata Roma Capitale. Purtroppo la strada da percorrere è ancora lunghissima. Io stessa abito in un quartiere periferico dal quale è difficile spostarsi senza macchina, il che è odioso, così come è odiosa l’assenza di strutture utili per i quartieri periferici come biblioteche, teatri e cinema. Ma sembra che l’interesse sia più rivolto all’edificazione selvaggia che non alla piena affermazione del “diritto all’abitare”, il diritto cioè a usufruire di un sistema di trasporti pubblici, efficiente e alla portata delle fasce più deboli, così come di servizi culturali e sociali.

E poi c’è la rinascita di quartieri come il Pigneto e, appunto, Garbatella. Troppi riflettori puntati potrebbero snaturare queste zone?

I processi di gentrification sono ineluttabili. Tuttavia questo non può giustificare l’assenza di politica né rendere giustizia consolatoria alle conseguenze nefaste sulla popolazione. Si pensi ad esempio anche al quartiere San Lorenzo in cui la massiccia presenza di studenti universitari ha contribuito all’allontanamento dei vecchi residenti. Eppure è proprio in questi momenti che sembra esplodere la vivacità culturale della città, il caso del Pigneto è esemplare. Lì convivono vecchi residenti, artisti, studenti, immigrati, in un connubio bello ma non sempre semplice e che purtroppo comporta anche commercializzazioni e speculazioni di vario genere.

Chiudiamo con un consiglio per una giovane coppia di turisti stranieri arrivata a Roma e vogliosa di conoscerne l’anima underground: cosa non dovrebbe perdersi nell’arco di un week end?

Colazione a Capo di Bove, nel Parco dell’Appia Antica, ed escursione alla Caffarella, un giro in bicicletta tra i lotti di Garbatella e pranzo a Casetta Rossa, un aperitivo in piazza a San Saba, il giro delle librerie indipendenti di San Lorenzo, una serata al Forte Prenestino. E ancora, un po’ di shopping a Borghetto Flaminio, un gelato da Fassi e una siesta a Villa Celimontana, una cena al Corto Circuito e uno spettacolo al Teatro Valle occupato.

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