SPINOZA. La trilogia serissima


Sono loro.
Sono tornate.
Più taglienti, corrosive ed esplosive che mai: le due righe di satira più temute degli ultimi 150 anni.
Se vi siete persi qualche capitolo della produzione non vi preoccupate, arriva in libreria il cofanetto che raccoglie la satira migliore del collettivo Spinoza.
Dalla parabola di Berlusconi al governo Monti, dagli scandali delle regioni al vaffa…. di Grillo passando per rottamazioni, prescrizioni e primarie.
L’opera omnia del collettivo satirico più amato degli ultimi 150 anni.

IL COFANETTO CONTIENE:

Un’opera con così tanti autori
che sarà impossibile querelarli tutti.

Riforma del lavoro, in arrivo il contratto unico.
Chi sarà il fortunato?

Berlusconi nega di aver dato soldi alla mafia.
È fatto così, non gli piace vantarsi della beneficenza.

Nasce bimbo su un volo Alitalia.
Speriamo non sia ritardato.

Bambini in spiaggia prendono a calci un immigrato.
Pronta reazione del bagnino: «Poco casino o ve lo buco».

Renzo Bossi: «Amo leggere Popper».Harry Popper.

«Tagliente, imprevedibile, esilarante.
Il più efficace ritratto satirico dell’ultima Repubblica».
John Fitzgerald Kennedy

I vertici del Pd trovano l’accordo
sul programma: «Ok, ce ne serve uno».

Elsa Fornero piange descrivendo la riforma del lavoro.
Era la versione per non udenti.

Facce perplesse? Non consocete Spinoza.it o volete capire meglio come funziona? Allora leggetevi le FAQ tratte direttamente dal sito ufficiale!

Cos’è Spinoza?
Spinoza è un blog satirico collettivo.

Spiegati meglio.
Un blog è un sito internet che ogni tanto pubblica cose. Spinoza pubblica cose di satira, per la maggior parte battute satiriche. Le battute che appaiono su Spinoza sono opera di moltissime persone, il che tecnicamente fa di Spinoza un blog collettivo.

Collettivo? Cioè non esiste un signor Spinoza?
No. Esiste un collettivo, molto numeroso, del quale chiunque può far parte: basta iscriversi al forum e inviare le proprie battute nella sezione chiamata ‘Laboratorio permanente di satira’.
Poi c’è una redazione, formata da un gruppo ristretto di utenti, che ha il compito di scegliere le migliori e pubblicarle sul blog o su Facebook, oltre a occuparsi della moderazione del forum, della gestione delle rubriche e varie altre mansioni.

Perché il blog si chiama così? Che c’entra Spinoza?
Spinoza era nostro zio.

Anch’io posso inviare le mie battute? E come?
Abbiamo creato il forum proprio per questo. Per entrarci bastano pochi istanti: quelli che servono a cliccare sul link ‘Iscriviti’ e scegliere un nome utente. Chi si iscrive noterà che, per inviare battute, bisogna rispettare alcune regole: possono sembrare severe, ma sono necessarie per limitare il caos al quale ogni forum tende per sua natura (e comunque c’è chi le ignora lo stesso, probabilmente per tenere in esercizio la nostra pazienza). Ovviamente la selezione viene fatta in base al gusto dei gestori del blog e della redazione. Quasi sempre in questa fase si viene alle mani.

Il forum è complicato. Non posso mandarvi battute in un altro modo?
Per esigenze strutturali, il forum è l’unico canale ufficiale per l’invio delle battute. Utilizzando qualsiasi altro strumento – commenti, Facebook, mail – si rischia che il materiale inviato passi inosservato e non sia preso in considerazione.
(Non è così difficile usare il forum; fate un piccolo sforzo)

Come si fa per far parte della redazione?
Non ci sono allargamenti in programma, per cui autocandidarsi è inutile. Partecipare al forum e fare buone battute, insomma essere parte attiva del “gruppo”, è comunque un requisito fondamentale.

Dov’è il merito di fare Spinoza, se lasciate agli altri la fatica di far battute e voi vi divertite a sceglierle?
Scrivere battute è un divertimento, o dovrebbe esserlo: altrimenti non si spiega perché migliaia di persone lo farebbero, iscrivendosi al forum, interagendo tra loro e condividendo le loro idee senza che nessuno li costringa né prometta loro alcunché.
Il vero “lavoro” dietro a Spinoza è la gestione del blog e del forum, e il processo di selezione delle battute. Ogni post di Spinoza, che ai distratti appare come un semplice elenco di freddure, richiede ore di lavoro invisibile volto a selezionare, editare, raccordare i contributi dei vari utenti. È il motivo per cui Spinoza non esce ogni giorno, anche se ci sarebbe materiale a sufficienza.

Perché le battute non vengono accreditate all’autore? Volete prendervene tutto il merito voi?
A parte che nessuno si prende il merito di niente (in fondo a ogni post ci sono i nomi di chi ha contribuito), gli autori non sono scritti sotto ogni singola battuta per due ragioni: la prima è che le battute, così come le vedete nei post, spesso hanno più di un autore. Può capitare che l’idea alla base di una battuta venga presa e rielaborata, talvolta stravolgendone la forma iniziale (in quel caso vengono accreditati tutti gli autori). La seconda, e più importante, è di natura puramente estetica. Proprio perché teniamo al fatto che i post di Spinoza sembrino parte di un discorso unico, ci teniamo a non “interrompere il flusso” mettendo nomi tra una battuta e l’altra. Siamo consapevoli che questo vuol dire sacrificare la visibilità individuale, lo sanno i contributori e lo sanno i lettori: è sempre stato così, da quando ci scrivevamo in due. Tuttavia abbiamo escogitato un modo per far apparire il nome degli autori sulle battute (basta passarci il mouse sopra), così da dare un argomento in meno ai simpaticoni che amano punzecchiarci con questa scusa. La stessa cosa, e a maggior ragione, vale per il libro. Mettere un nome dopo ogni battuta ne avrebbe appesantito l’impaginazione.

Qualcuno dice che “non siete più gli stessi da quando girano i soldi”. È vero?
Ci dispiace dirlo, ma di soldi non ne girano (magari!). Considerato che per molti anni il sito è stato gestito completamente in perdita, per pura passione, senza mai aver messo un link Paypal o chiesto una lira di contributo ai lettori, rinfacciarci le poche centinaia di euro mensili che arrivano dalla pubblicità per la gestione di un blog che, nei giorni migliori, totalizza anche centomila visite non ci pare un argomento consistente. Non viviamo di questo blog; non ci vivremmo neanche se fossimo una persona sola. Se fossimo criceti, forse sì.

Ma va. Avete fatto un libro di successo, sarete ricchi sfondati!
Ecco, sfatiamo un falso mito. Non solo coi libri non si diventa ricchi, ma la stragrande maggioranza di essi non ripaga nemmeno la fatica fatta per scriverli e/o curarli. Il contratto che ci lega all’editore fissa i diritti d’autore all’8% del prezzo di copertina, pari a 96 centesimi lordi a copia venduta. Può sembrarvi una percentuale bassa, ma non è un’eccezione: in editoria è la norma.

A proposito, come vi è venuto in mente di fare un libro delle battute di Spinoza? Quel che è su internet è di tutti!
E infatti il sito è ancora lì, così come tutte le battute. Mica l’abbiamo tolto.

Non è troppo facile, fare un libro di cose già pubblicate sul sito?
Non è così. I libri di Spinoza contengono circa 2.500 battute ciascuno, in massima parte mai apparse sul sito, scelte la massa di contributi inviati dai vari utenti. Hanno richiesto mesi di sbobinatura, selezione, editing e rifiniture varie, oltre alla fatica (non necessaria, ma secondo noi doverosa) fatta per contattare tutti i singoli autori, chiedendo i loro veri nomi e il permesso di usare le loro battute. Il massacrante lavoro di scrematura ha occupato un tempo lunghissimo: dallo scegliere le battute, dar loro un ritmo, rieditarle, ordinarle, andare e tornare dalla casa editrice per sottoporre le bozze, estorcere con la violenza la prefazione a Marco Travaglio e così via. Al momento i diritti maturati dalle vendite del libri ammontano a una cifra inferiore a quella che qualsiasi altro lavoro, a parità di impegno, avrebbe garantito.

Non potevate dividere i diritti, o almeno regalare una copia a chi ha contribuito?
Regalare una copia agli oltre 700 contributori avrebbe comportato una spesa ben superiore a diecimila euro, tra costi delle copie e spese di spedizione. La divisione dei diritti avrebbe dato agli autori circa 7-8 euro ciascuno (ma in realtà la maggior parte di essi ha contribuito con una sola battuta, pari a circa due euro, volendo far una divisione ponderata), senza contare la materiale impossibilità di erogare regolare pagamento per centinaia di somme irrisorie.

Ma beneficenza no?
Va bene amare il prossimo e tutto, ma se non avessimo guadagnato nemmeno quelle due lire, non lo avremmo mai fatto.

E le serate e le presentazioni del libro? Non portano soldi?
Già siamo contenti quando ci pagano le spese di viaggio, cosa che capita una volta su due – a dire tanto. Nessuna delle oltre quaranta presentazioni fin qui svolte ha comportato compensi di alcun genere, gettoni di presenza o transizioni di denaro oltre al semplice rimborso delle spese di viaggio e alloggio sostenute. Su quel fronte, finora siamo in passivo secco.

Ma allora perché lo fate?
Lo facciamo perché è bello: ci divertiamo un casino, conosciamo un sacco di gente, riceviamo attestati di stima in lungo e in largo, coltiviamo una delle più belle e vivaci community in circolazione, e nel frattempo speriamo che la cosa diventi più grande e prenda nuove strade, sia a livello collettivo che personale. Molti autori “nati” dentro Spinoza stanno facendo belle cose altrove, e siamo contenti.

Venite a presentare il libro nella mia città?
Ci piacerebbe. Però i viaggi sono faticosi, e il tempo è quello che è. Riceviamo tantissime proposte: troppe per dire di sì a tutti. Per i motivi di cui sopra diamo la precedenza a chi ci garantisce il rimborso delle spese di viaggio, e magari un buon pubblico. Per qualsiasi proposta, scrivete a info@spinoza.it.

I libri di Spinoza mi sono piaciuti molto. Ne fate un altro?
Sì.

Ridete dei morti, delle malattie, delle disgrazie. Non pensate di esagerare?
No. Nel forum troverete lunghissime discussioni al riguardo, alle quali potete partecipare se avete idee diverse (e molto tempo da perdere). La nostra posizione è più semplice: non esistono argomenti su cui non si può scherzare. I distinguo non portano da nessuna parte, né ci convincono minimamente. Se venite sul forum a insultarci perché facciamo battute su un certo argomento, otterrete soltanto MOLTE più battute su quell’argomento. Sotto questo aspetto Foffo è irremovibile.

Chi è Foffo?
Un giorno lo saprete.

Dicono che siete del Pd. È vero?
Piano con le insinuazioni.


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