ALEX ZANARDI si racconta in un libro


Un’idea per un regalo di Natale? Ve la suggeriamo noi. Da oggi è uscito nelle librerie “Alex, un inguaribile ottimista”, un volume che racconta pensieri, imprese e sogni di Alex Zanardi, scritto da Luca Corsolini per Aliberti Editore (11 euro). Bello da leggere e da regalare per almeno due ragioni: innanzitutto perché Alex Zanardi è stato l’azzurro che più ha emozionato e fatto parlare di sé ai Giochi paralimpici di Londra, per la sua tenacia e per l’impresa compiuta a con la sua handbike a Brands Hatch. Inoltre, l’acquisto di questo libro è una buona scelta perché parte del ricavato – per volontà dello stesso Alex – sarà devoluto a quattro associazioni che operano nel campo della disabilità, tra cui Briantea84.

Oltre a Briantea84, infatti, questo libro vuole sostenere chi si impegna quotidianamente per dare alle persone con disabilità opportunità nuove per realizzarsi: parliamo di Art 4 Sport, l’associazione che ha nella schermitrice Bebe Vio la sua effervescente animatrice, Disabili No Limits Onlus di Giusy Versace e il progetto Bimbingamba, nato grazie allo stesso Zanardi. Da segnalare anche il fatto che tra le foto contenute libro, alcune sono state realizzate da Dino Merio e Andrea Butti, due dei fotografi che hanno immortalato le Paralimpiadi per Briantea84.

L’autore, Luca Corsolini, ha seguito in prima persona da Londra gli ultimi Giochi come inviato di Sky Sport. Docente di comunicazione e giornalista, Corsolini nel 1990 tra i primi ha parlato in tv di sport paralimpico con la rubrica “Giocare per vivere”. La sua passione per lo sport lo ha portato oggi a scrivere la prima biografia di Zanardi dedicata alla sua “seconda vita” di campione paralimpico.

Ironico, sereno, esemplare perfetto del disabile solare che accetta la sua condizione e addirittura la sfida, Alex Zanardi è raccontato in questo libro dalle sue corse in kart all’esordio paralimpico. Dopo l’incidente che gli è costato la perdita di entrambe le gambe è tornato con una handbike sul circuito di Brands Hatch che aveva già̀ frequentato da pilota: prima la fatica la faceva il motore, poi a Londra, da motore di se stesso ha vinto due medaglie d’oro e una d’argento.

Eppure Zanardi rifiuta l’idea di aver realizzato un’impresa straordinaria: “Ho voluto la bicicletta? E allora mi son messo a pedalare. Il bello non è il risultato, ma la preparazione. Il bello non è la meta, ma il viaggio, e in due anni e più di allenamenti mi sono sempre divertito”.

Fonte: CIP

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