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BUD SPENCER ÜBER ALLES. Spopola l’autobiografia dell’attore. Il suo libro è primo in Germania: «E c’è chi si tatua la mia faccia»

di Donatella Aragozzini – Libero, 03/05/2011

È stato il primo nuotatore italiano a scendere al di sotto del minuto nei 100 metri stile libero, ha recitato in oltre cento filme ora Carlo Pedersoli-Bud Spencer è anche l’autore più letto in Germania: il suo Mein Leben, Meine Filme, uscito lo scorso anno in Italia con il titolo Altrimenti mi arrabbio. La mia vita (Aliberti Editore), in appena una settimana è balzato al primo posto dei libri più venduti.

BUD SPENCER. Altrimenti mi arrabbioSi aspettava un tale successo anche oltreconfine?
«All’inizio pensavo: “se arrivo tra i primi dieci sono contento”. E invece in Germania mi hanno addirittura onorato con questo primo posto e in Ungheria sono alla terza ristampa. A breve uscirà anche in Spagna e andrà in tutto il Sudamerica…».

Che in Germania sia molto amato è risaputo: c’è perfino una band che si chiama Spencer & Hill.
«Se è per questo, ce n’è una anche in Italia che porta il mio nome (i Bud Spencer Blues Explosion, ndr). In Germania ho visto cose incredibili: gente con la mia faccia sulle magliette e perfino tatuata sulla pelle!».

Lo scorso anno ha recitato nella commedia tedesca “Mord ist mein Geschäft, Liebling” di Sebastian Niemann: ha recitato le battute a memoria senza saperne il significato, come faceva con l’inglese sui set americani?
«No, perché sono cresciuto con una bambinaia tedesca e ho studiato la lingua a scuola per un anno e mezzo. Con l’inglese, invece, imparavo solo qualche vocabolo, i pochi che usa un cowboy. Non parlandolo, ho avuto la decenza di rifiutare la parte di Gulliver, quando me l’hanno proposta».

Ha scritto: «Nel cinema ci sono inciampato per bisogno e ci sono rimasto perché il pubblico, bontà sua, lo ha voluto, credendo in “Bud Spencer” più di quanto ci credesse Carlo Pedersoli». Cos’è che ha conquistato il pubblico?
«Per quello che ho capito io, prima di tutto la coppia, perché io e Terence Hill, pur non essendo comici, ci rifacciamo ad una comicità gestuale, come quella di Buster Keaton e Charlie Chaplin, che si capisce in tutto il mondo. Poi è piaciuto il mio personaggio, perché ognuno di noi ha qualcuno a cui darebbe un cazzotto in testa: io lo faccio in modo comico e la gente sorride».

A proposito di Terence Hill ha invece scritto di non aver avuto «nessun problema di rivalità e di ego» con lui.
«Siamo l’unica coppia a non aver mai litigato: perché lui è un attore, io un personaggio, non avendo studiato per fare l’attore. Noi per primi abbiamo fatto il western comico: per una volta sono stati gli americani a copiare noi italiani, perché Mel Brooks il suo “Mezzogiorno e mezzo di fuoco” l’ha fatto dopo i nostri “Trinità”».

Tornerete a recitare insieme?
«No, perché siamo troppo vecchi per le scene dove serve agilità, dovremmo usare delle controfigure e faremmo ridere i polli. Non potendo fare quello che il pubblico adora, è meglio non fare nulla».

In quali panni la vedremo, dunque?
«Rifarò forse “Piedone”: stiamo scrivendo due film per la televisione, molto allegri e spiritosi, con questo commissario che non ha nemmeno la pistola perché non l’ha mai usata. Se vanno bene ne scriviamo anche altri».

Saranno destinati a Canale 5, come “I delitti del cuoco” dello scorso anno?
«Non lo so ancora, vedremo chi sarà interessato».

A noi di “Libero” aveva raccontato anche di un progetto sulla figura del nonno di Gesù.
«Lo sto finendo di scrivere, ma bisogna valutare i costi e vedere se vale la pena farlo. Sarebbe per il cinema: è la storia di un bambino di Betlemme che vive in mezzo alla strada, un giorno incontra un vecchio che ha un circo e si affeziona a lui come se fosse il nonno. Solo alla fine si scoprirà che quel ragazzino è Gesù e che quelli che fa sono miracoli veri, non i trucchi che gli ha insegnato il vecchio…».

Tra i suoi progetti c’è anche un disco: quando uscirà?
«Ad ottobre. Negli anni Sessanta ho scritto i testi di alcune canzoni di Nico Fidenco e di Ornella Vanoni, stavolta sono mie anche le musiche: sono dieci canzoni, di cui due in italiano, cinque in napoletano, due in francese e una in inglese».

Scusi, ma quante lingue conosce?
«Oltre al tedesco, parlicchio il francese e penso in spagnolo e in brasiliano, avendo vissuto diversi anni in Sudamerica. M’ero fissato che volevo imparare anche il cinese, ma è rimasta una fissazione!».

A proposito del Sudamerica, nel libro racconta che in Venezuela «nella camera accanto alla nostra, c’era la famigerata banda Vallanzasca, scappata dall’Italia». Sapeva chi fossero quegli uomini?
«No, l’ho saputo dopo. Con uno di loro ho anche avuto una discussione: se avessi saputo che erano persone pericolose non mi sarei permesso».

Cito ancora il suo libro: «Fidel, il líder máximo, m’invitò all’Havana ma io preferii evitare». Dunque Castro è un suo fan?
«L’ambasciatore cubano mi ha detto che ha visto tutti i miei film».

Ha scritto di aver fatto «tutto, tranne il ballerino classico e il fantino». Se tornasse indietro, c’è qualcosa che cambierebbe, della sua vita?
«Mi allenerei più seriamente nello sport, perché tra i 17 e i 20 anni, gli anni più belli per uno sportivo, non ho fatto niente».

{Corriere della Sera} “IL RESTO DEL GIORNO” di Laura Lauzzana – “VIAGGIO ORFICO NEL SILENZIO” di Franco Manzoni

“IL RESTO DEL GIORNO” di Laura Lauzzana. Una bambina cresciuta in una famiglia troppo affollata e caotica per saziare il suo ostinato bisogno di essere accettata. Un’adolescente più fragile del consueto, relegata ai margini del gruppo dei coetanei; rinchiusa in una soffocante realtà di provincia, che non sa comprenderne la fame di conoscenza e l’istinto di autodeterminazione. Una giovane donna in fuga nella grande città, in cerca di se stessa: puro atto di disobbedienza, che segna un confine incancellabile. In controtendenza rispetto alle scelte femminili della sua generazione, la protagonista del romanzo, una volta assaporata la libertà, fa ritorno al mondo di provincia da cui era fuggita. La bambina, divenuta donna e riappropriatasi della casa e della comunità di origine, ricostruisce la sua vitalità in una sorta di contro-esilio, trovando nutrimento negli antichi valori e nella lentezza del vivere possibili solo in un mondo apparentemente fermo e sospeso. Laura Lauzzana delinea con sapienza e intensità l’evoluzione della protagonista verso la maturità, raccontando emozioni, sentimenti, progetti e azioni di un personaggio complesso e anticonformista.

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Tratto dal Corriere della Sera, 23 gennaio 2011

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{IL FATTO QUOTIDIANO} “Che bonus!” – Italiaoggi

Per il quotidiano utili 2010 a quota 10 milioni di euro
Il Fatto, che bonus

8 mila euro a tutti e 30 i dipendenti

(di Claudio Plazzotta)
I trenta dipendenti della Editoriale Il Fatto, dai big alla Antonio Padellaro, Marco Travaglio o Peter Gomez, fino alla centralinista, hanno ricevuto un bel regalo di Natale dalla proprietà: 8 mila euro di bonus ciascuno, perché le cose, come spiega semplicemente l’amministratore [...]
Leggilo su ItaliaOggi

{CLASSIFICHE!} DON GALLO (#5) E ENRICO VAIME (#6), NEW ENTRIES NELLA CLASSIFICA DEL CORRIERE!

{CLASSIFICHE!} CORRIERE DELLA SERA, 23 GENNAIO 2011: DON GALLO (#5) E ENRICO VAIME (#6) …
Sono venuto per servire di Don Andrea Gallo e Loris Mazzetti e
Era ormai domani, quasi di Enrico Vaime
entrano in classifica “saggistica” sul Corriere del Sera!

Vedi la classifica intera (“Saggistica”): Continue reading ‘{CLASSIFICHE!} DON GALLO (#5) E ENRICO VAIME (#6), NEW ENTRIES NELLA CLASSIFICA DEL CORRIERE!’

“ONOREVOLI RISATE” di Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro – L’intervista! {Vanity Fair}

L’intervista a Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, autori di Onorevoli risate (assieme a Alice Gioia e Ilaria Gandini, n.d.r), e in anteprima alcune barzellette dei politici italiani raccolte nel libro

ONOREVOLE, LA SAI L’ULTIMA? – VANITY FAIR
di Laura Pezzino · 13 gennaio 2011

Che differenza c’è tra le barzellette raccontate dagli italiani e quelle raccontate dai politici che li governano? Nessuna: sono uguali.
Questa non è una delle barzellette raccolte in
“Onorevoli risate” (Aliberti, pagg. 184, 13 euro) da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, ma la conclusione a cui il duo radiofonico di “Un giorno da pecora” di Radio 2 è giunto dopo avere ascoltato per mesi le battute dei politici ospitate nella parte finale del loro programma. Prima di iniziare l’intervista, ci tengono a precisare che sul libro tra i coautori è indicato erroneamente Diego Giuliani: in realtà con loro ha lavorato Ilaria Gandini.

Quali sono le vostre preferite?
SF:
«Quelle di Licia Ronzulli, europarlamentare del Pdl. Sono le più sconce che io abbia mai sentito. Noi ne abbiamo messo alcune edulcorate, le altre non erano riferibili».
GL:
«Io scelgo Massimo Donadi, che ha mimato la sua barzelletta. Solo alla fine si è reso conto che che eravamo in radio».

Le peggiori?
SF: «Grillini ne ha raccontate 23, quasi tutte schifose».

Chi non siete riusciti a coinvolgere?
SF: «Franceschini: pare che le sue siano le più sporche in assoluto».
GL: «Io l’ho anche preso per le palle ma non c’è stato modo».

Nel libro dite: «Un uomo che racconta barzellette carine, e le racconta bene, rimedia un sacco di voti». Vi riferite a «lui»?
SF. «Berlusconi ha pure beccato un sacco di voti, no?».
GL: «Ma non è per quello che lo hanno votato? Non certo perché è alto e bello».

Ma non è l’unico che le racconta…
GL: «No, ma le sue sono più belle. Sa, lui oltre ai deputati compra anche quelle». Continue reading ‘“ONOREVOLI RISATE” di Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro – L’intervista! {Vanity Fair}’