Domani martedì 5 luglio alle ore 20.30 su LA7, ospite della seconda puntata di IN ONDA
STEFANO FELTRI, autore de IL CANDIDATO.
Al centro della puntata, oltre all’attualità politica incentrata sulla legge Finanziaria il tema del Terzo Polo: è un progetto fallito? Non ancora decollato? O in attesa di un leader credibile ed efficace?
Ad un anno di distanza dallo “strappo” tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, il tema sarà affrontato in studio con il leader di FLI On. Italo Bocchino, l’editorialista de Il Giornale Vittorio Feltri e il giornalista de Il Fatto Quotidiano Stefano Feltri, che nel libro IL CANDIDATO teorizza la figura di Luca Cordero di Montezemolo come l’asso nella manica del Terzo Polo, il perno su cui si regge il sogno di un’alternativa di governo per il Paese.
Fini lo adora, Casini lo corteggia, Bersani lo rispetta, Grillo lo odia e Berlusconi lo teme.
Luca Cordero di Montezemolo è l’asso nella manica del Terzo Polo, il perno su cui si regge il sogno di un’alternativa di governo per il Paese.
Qualunque sia l’esito dell’attuale crisi di governo, di quest’uomo si sentirà parlare parecchio.
«Credo che l’Italia sia come una Ferrari, una macchina straordinaria fatta per correre e per vincere.
Non possiamo più permetterci di tenerla ferma ai box per paura di una sconfitta, dobbiamo rimetterla in moto».
Luca Cordero di Montezemolo
«Montezemolo in politica? Alla buon’ora».
Pier Luigi Bersani
«Montezemolo non si schiererà mai con la sinistra».
Silvio Berlusconi
«Io certamente non lo voterei».
Cesare Romiti
Luca Cordero di Montezemolo vuole fare politica da trent’anni.
Ma adesso sembra pronto, anche perché potrebbe essere la sua ultima occasione. Mentre l’era berlusconiana si avvia alla fine, una parte del Paese guarda a Montezemolo e si chiede: sarebbe un buon premier? È in grado di prendere in mano l’Italia e trasformarla in una Ferrari, come ha promesso? Pochi sanno chi è davvero. Tutti lo associano alla presidenza della Ferrari, ma la sua carriera è iniziata quarant’anni fa.
Per la prima volta, ecco la biografia non autorizzata di uno dei manager e uomini pubblici più famosi d’Italia: dagli inizi in Ferrari alla campagna elettorale di Umberto Agnelli, dagli anni alla guida della comunicazione Fiat all’esilio alla Cinzano spumanti per aver accettato i soldi di un losco imprenditore, fino agli sprechi di Italia ’90 e ai flop con la Juventus e la Rcs Video. Poi la rinascita, gli anni della Ferrari vincente, la presidenza di Confindustria e la poltrona più alta della Fiat, dopo la morte del suo grande protettore, Gianni Agnelli. E infine la creazione di Italia Futura, un’associazione che potrebbe diventare partito, sempre che Montezemolo non preferisca dedicarsi solo al grande affare dei treni privati Ntv. Mentre aspettiamo di vederlo alla prova, possiamo cercare nella sua biografia le premesse di un successo o gli indizi di un flop.
Stefano Feltri, laureato alla Bocconi, ha lavorato per Radio 24, «il Foglio», «il Riformista» e collaborato a lungo con la «Gazzetta di Modena» e «Lo Specchio» della «Stampa».
È responsabile delle pagine economiche del «Fatto Quotidiano» dalla sua fondazione.












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