Toscani: “Togliamo le pensioni a chi ha fatto il lavoro che voleva”

“Io farei così. Toglierei la pensione a chi ha scelto il proprio lavoro per darla a chi non lo ha scelto”. E’ la provocazione lanciata da Oliviero Toscani dalle pagine del libro “Moriremo eleganti“, in uscita in libreria giovedì 5 aprile per Aliberti Editore. “Prendi me per esempio: nella vita ho guadagnato molto e ho sempre fatto il mestiere che volevo. Come me ci sono tantissime persone per cui il lavoro è anche il proprio hobby, la propria passione. Che ci tolgano la pensione e la diano a quei poveretti che hanno lavorato tutta la vita alla catena di montaggio!”

E’ uno dei passaggi più discussi del libro-intervista dove Toscani si racconta in una lunga conversazione con Luca Sommi e parla di vari argomenti: la Chiesa, l’inaffidabilità e il servilismo degli italiani, la dittatura televisiva, il comunismo ed il capitalismo, internet, Berlusconi e D’Alema, la bellezza di un quadro di Goya. Toscani si confessa e si racconta, dall’infanzia al successo planetario, descrivendo il mondo per quello che è dal suo punto di vista.

Di seguito la prefazione al libro scritta da Luca Sommi.

Oliviero Toscani è a tal punto identificato con alcune sue fotografie, quelle che lo hanno reso famoso nel mondo, che si ha ormai il diritto di dire, di una foto con determinate caratteristiche: “Questa è una fotografia alla Toscani”. Esattamente come si dice di alcuni artisti, per esempio di Andy Warhol – per citarne uno che Toscani a incontrato – con le sue immagini pop o di Henri Cartier-Bresson con i suoi “istanti involontari”, anche in questo caso l’uomo è immediatamente riconducibile a una precisa grammatica narrativa.
Creativo e sovversivo, allergico alle regole, grande trampoliere della provocazione – “un’opera d’arte che non provoca reazione non è tale” – ha misurato il mondo palmo a palmo, facce e storie, paesaggi e sensazioni, con la sua Leica, indolentemente appesa all’estremità del braccio destro, non si è mai soffermato nel calcolo delle convenienze o delle cose “giuste” da fare.
Con coraggiosa spregiudicatezza, aggiunta – è il caso di dirlo – a un po’ di incoscienza, ha sovvertito tutte le regole della comunicazione globale, inventando di volta in volta un nuovo linguaggio. Un esempio: la foto di un malato di Aids sul letto di morte utilizzata per reclamizzare un determinato marchio ha, in realtà, denunciato un problema sociale con un metodo mai visto prima: portare la foto di reportage all’interno della comunicazione commerciale. E così facendo Toscani ha raggiunto due obiettivi: creare grande scandalo, dunque attenzione a quel marchio, e denunciare la scarsa attenzione che, in quegli anni, veniva data a quel tipo di malato a causa dei pregiudizi legati alle modalità di contagio.

Le fotografie di Oliviero Toscani non pretendono di portare verità svelate nel loro messaggio, ma verità che stanno solo nell’occhio – di volta in volta diverso – di chi guarda e poi giudica. Una giustezza della sensibilità che fa tutt’uno con la giustizia dello stile, dove bellezza e morale si confondono. Perché l’occhio – e questo Toscani lo sa bene – esercita, oggi come in passato, il suo potere discriminante, come in musica è l’orecchio a stabilire il confine tra un suono stonato e uno giusto.
La parola “creatività” abita sovente nelle parole del fotografo: creatività come sinonimo di idea, di invenzione, da cui tutto parte e a cui tutto ritorna, «senza avere sicurezze, perché se le hai vuol dire che non stai inventando nulla». L’invenzione che nasce da un gesto, da una trasgressione, che va cercata non solo nella sfera razionale ma anche in quella inconscia: superare i propri limiti e le proprie paure, “navigare a vista”, perdersi e ritrovarsi, perché “l’uomo senza creatività muore!”. Nella foga di raccontare questo fuoco dentro Toscani riesce a dare l’illusione di smarrire lucidità e razionalità, come se questa fosse la condizione unica per l’approdo agognato. Sembra di sentire le parole di Michel Foucault, quando parlava dell’uomo, dell’artista, che talvolta “non giunge al cuore di se stesso, ma al margine di ciò che lo limita: in quella regione in cui si aggira la morte e si spegne il pensiero”.
Il più alto ruolo dell’arte, per dirla alla Jean Clair, è sempre stato nominare gli individui e le cose, chiamarli col loro nome, “chiamarli esattamente parola a parola, così come si dice faccia a faccia”. E questo Toscani lo fa, senza reticenza alcuna, mettendolo in primo piano quel nome: malattia, nero, bianco, asino, morte, vita, fede, razzismo, violenza, pace, sesso, paura non sono qui solo parole ma immagini, che inequivocabilmente evocano il senso. Non c’è mai retorica nel suo lavoro: un malato di Aids è un malato di Aids, così come una donna nera che allatta un bambino bianco, un cimitero di croci bianche, una ragazza anoressica o un condannato a morte altro non sono che questo: una parola.
E quando un’immagine dice molto più di mille parole allora si è nell’arte.
Perché questo è Oliviero Toscani, un artista irriverente e rivoluzionario che ha fatto della sua vita, e della sua professione, una vicenda a tinte forti. In questa conversazione intensa Toscani si confessa, dall’infanzia al successo planetario, raccontando il mondo per quello che è.
Amato e odiato, temuto e riverito, Toscani non è mai stato un uomo “politicamente corretto”. Un esempio? “Un modo per far tornare la nostra società sana e democratica? Distruggere la televisione!” Come dire: chi lo ama lo segua.

Fonte: Affaritaliani

[l'autore ne parla] Contro l’Italia degli Zombie

Jacopo Iacoboni parla del suo libro “Contro l’Italia degli Zombie. Web politik e nuova politica”.

Arriva il prontuario di ricette per la donna imprenditrice

Una donna imprenditrice, sposata con tre figli, che non rinuncia né alla carriera né alla famiglia. Anzi, l’ideale è combinare i due aspetti. Per esempio, mettendosi con le bambine ai fornelli una volta rientrata dall’ufficio.

Così è nato “Pronto in tavola”, il libro di cucina di Cecilia Lombardini per Aliberti editore, dal 29 marzo in libreria. Ricette facili e veloci per preparare in poco tempo un pranzo perfetto e sempre vario. Dalle lasagne alla pizza, dalle crocchette di patate alla torta di mele. Un agile ricettario che include i piatti più noti della tradizione italiana, ma offre anche idee gustose e sane per fare qualcosa di nuovo in poco tempo. Il pratico formato consente di tenere il libro aperto sul piano di lavoro senza bisogno di fermarsi a sfogliare le pagine durante la preparazione: ogni pagina contiene una ricetta.

“Ho sempre avuto una passione grandissima per la cucina, lo faccio spesso e volentieri perché mi diverto. Però, lavorando, il tempo è sempre poco. E così, visto che mettersi ai fornelli è obbligatorio, ho pensato di condividere questa passione con le mie figlie di sette e dieci anni”. Cecilia Lombardini, che ha anche un marito editore, è al suo secondo libro di ricette: “L’anno scorso ho pubblicato il volume “Ricette sane e veloci per mamme impegnate“, ancor più espressamente dedicato alla condivizione di questa passione tra madri e figli”.

“Le ricette che propongo – spiega – sono veloci e molto semplici da eseguire. Ho pensato di dare uno spunto quotidiano alle donne impegnate, che lavorano e hanno anche casa, marito e figli. Essenziale è l’alta qualità degli ingredienti, fondamentale per un tipo di cucina non elaborata”.

RICETTE VELOCI cover

Cecilia Lombardini è una donna imprenditrice che non conosce sosta: geometra e responsabile di uno studio tecnico, dall’anno scorso ha aperto un negozio con il marito. “E un’enolibreria, “Bottega lunatica”, a Novellara, in provincia di Reggio Emilia. Vendiamo libri abbinati al vino e all’aceto balsamico, entrambi di nostra produzione. Mio padre aveva una cantina di vini, io ho aggiunto l’acetaia, in cui produciamo aceto balsamico tradizionale”.

L’INTRODUZIONE DELL’AUTRICE  – “A volte cucinare sembra l’ennesima incombenza domestica dopo una giornata di lavoro dentro e fuori casa, la fantasia scarseggia e il tempo a disposizione sembra troppo poco… ma con le ricette giuste e alcuni accorgimenti si può cucinare tutti i giorni senza fatica. Come vedrete nelle ricette, per risparmiare tempo durante la settimana potete dedicare un paio d’ore del weekend a preparare sughi e anche paste (per la pizza, per gli gnocchi e per le torte) da congelare. Con un po’ di scorte in freezer cucinare un’ottima pasta al ragù o una crostata alla crema in mezzo alla settimana sarà velocissimo. Se oltre al tempo vi mancano le idee per gustare qualcosa di diverso dal solito, sfogliate questo ricettario e lasciatevi ispirare. Mettetelo in piedi sul tavolo e iniziate subito a raccogliere gli ingredienti, si comincia! Le dosi delle ricette sono per quattro, ma mantenendo le proporzioni potete adattarle alle vostre esigenze”.

Fonte: Affaritaliani

I consigli sull’amore che la nonna avrebbe voluto darti

Se l’amore non ha età, neanche i saggi consigli di una nonna lo sono. Ecco le dritte sull’amore e gli uomini di una donna d’altri tempi, per le donne moderne
di Sophie per donnamoderna.com

Nonostante i tempi siano molto cambiati rapidamente, insieme al modo di vivere le relazioni di coppia, il sesso, e il rapporto tra uomini e donne, quello che è alla base dei rapporti tra uomini e donne – l’amore, l’attrazione verso il sesso opposto – non è poi cambiato tanto.

Così, quando in redazione è arrivata una copia del libro Tutto quello che la nonna avrebbe voluto dirti (e non ti ha mai detto), lo abbiamo sfogliato incuriositi e dopo utili rimedi fai da te per la cura della casa e della persona, abbiamo trovato anche alcuni consigli per vivere con saggezza e serenità le relazioni di coppia, e anche qualche trucchetto di seduzione, suggeriti da Marta (la nonna), e riportati nel libro da Chiara Di Maggio (sua nipote).

Ne riportiamo alcuni, per poter apprendere da chi è vissuto prima di noi qualche spunto utile per vivere l’amore con saggezza e serenità.

- Amare il corpo – “Una donna che si abbruttisce mortificando il proprio corpo, per come la vedo io non è affatto felice. [...] Quello che molti e molte non comprendono è che una donna vuole essere bella, o meglio dovrebbe voler essere bella, prima di tutto per sé stessa! E poi certo anche pe compiacere l’uomo, perché l’occhio vuole la sua parte…”

- Portare la femminilità con grazia - Nonna Marta esaltava l’importanza di un’arte caduta in disuso, quella del portamento, utile sia per tenere sempre alto il morale, che per farsi notare con eleganza e bella presenza. Quindi “pancia in dentro e petto in fuori”, camminare immaginando di seguire una linea retta e la schiena ben dritta.

- Per sempre belle - La fotografia aiuta a realizzare ciò che la natura ostacola. Se volete farvi fotografare (magari per mandare una vostra immagine al vostro amato, per pubblicarla su qualche social network o sito di dating), ricordate di “non farvi mai fotografare dal basso; tenere il mento alto per evidenziare le labbra, [...] porre una gamba davanti all’altra e posizionarsi in diagonale, con le mani sui fianchi,  [...] dire uovo se si vuole risultare sensuale [...] e far aderire la lingua al palato per evitare il doppio mento.

- Saper vedere oltre - Nelle pagine del diario di nonna Marta riportate nel libro, si intravede una grande lezione: quella di saper ascoltare gli altri, andando oltre le parole che venivano pronunciate, imparando a intuirne il significato umano. Ad esempio, riusciva a cogliere che le attenzioni semplici del marito erano l’espressione del suo amore per lei, rispondendogli con dolcezza e fermezza al tempo stesso. Un consiglio quanto mai utile, visto che spesso si pretende che il partner si comporti esattamente come faremmo noi, o come ci aspettiamo che faccia, invece di provare ad ascoltare, nel senso più ampio del termine.

- Essere vicini, senza farsi notare – Un altro suggerimento implicito, è quello di manifestare il proprio affetto e la propria vicinanza emotiva con un gesto di attenzione, piuttosto che con mille parole. Per tirare su il morale Nonna Marta spesso usava il cibo come una vera e propria medicina, cucinando il piatto preferito di chi era triste. Se il vostro partner è in un periodaccio, fate qualcosa che possa fargli piacere, senza che lui ve lo chieda, e senza fare domande.

- L’equilibrio dei ruoli - La parità oggi porta in molti a pensare che entrambi i partner debbano fare tutto, rivestendo in pratica gli stessi ruoli. Nonna Marta invece pensava che fosse più utile dividerli, così che ciascuno avesse dei compiti, maschili o femminili che fossero. Che fosse lei a fare il bucato e lui ad aggiustare il lavandino o viceversa – l’importante era trovare e stabilire un proprio equilibrio, che garantisse la serenità della coppia e la facesse funzionare.

- Tieni duro (se hai ragione) - “La nonna era dolce e paziente con tutti, sempre disposta a capire l’altro, anche quando sbagliava. Ma su certe cose non transigeva affatto, e reagiva con vera ostinazione, di fronte a un’offesa sapeva punire l’avversario con gesti drastici e risoluti”. Essere di buon cuore vuol dire anche saper esigere rispetto.

- La strategia della gentilezza - Alzare i toni o accusare il partner, non è il modo migliore per affrontare una discussione. Mai “iniziare una frase con una frase come Hai torto o Non è vero, non fa che indispettire l’altro. Anche quando si è convinti di avere pienamente ragione, è molto più furbo aprire la trattativa con una frase come Capisco il tuo punto di vista, ma…”

- Un pizzico di impulsività e di romanticismo - Essere donne dallo spirito pratico e combattivo, con i piedi per terra non deve cancellare la voglia di emozioni o di sognare, né di fare qualche pazzia ogni tanto. Ad esempio una fuga d’amore.

Modena City Ramblers: è uscito il doppio cd “Battaglione Alleato”, dalle storie e personaggi de “Il Bracciale di Sterline”

Dalle storie del romanzo
“Il bracciale di sterline. Cento bastardi senza gloria. Una storia di guerra e passioni” esce  ”Battaglione Alleato” un doppio cd con 26 canzoni dei Modena City Ramblers ed altri gruppi. L’uscita del doppio cd, è programmata per il 26 marzo 2012, praticamente il giorno prima dell’attacco che 67 anni fa fu compiuto a Botteghe d’Albinea contro il comando generale tedesco che è al centro della storia del romanzo.

“Questo episodio storico resta nella memoria dei tanti cittadini della zona ed ogni anno ne viene, grazie all’impegno delle istituzioni, celebrato il ricordo. Ma è grazie al libro di Matteo Incerti e Valentina Ruozi, “Il bracciale di sterline. Cento bastardi senza gloria. Una storia di guerra e di passioni” (Aliberti 2011) che molte delle vicende contenute tra le “pagine” della storia principale sono venute alla luce. Questo “scendere in profondità” ci ha fatto appassionare e pensare che anche attraverso la musica si può contribuire a rafforzarne l’epica e ampliarne la conoscenza, soprattutto tra i più giovani. Come Ramblers, da ormai vent’anni portiamo avanti un percorso musicale che si nutre di riferimenti alla nostra storia, con particolare riguardo alla Lotta di Liberazione, ritenendo che i valori legati alla Resistenza siano tuttora i temi fondanti per una evoluzione coerente e democratica della nostra società.

Una semplice canzone non porterà mai a nessuna rivoluzione, questo è certo. Ma quando spinge chi l’ascolta a maturare un proprio percorso di crescita, questa è una grande conquista”.

Tutte le canzoni sono ispirate ai personaggi ed eventi de “IL bracciale di sterline”. Dal piper scozzese David Kirkpatrick, a Libertà e Forest, Gordon il comandante dei Gufi Neri, Gino il partigiano ebreo, il russo Modena, il disertore austriaco Hans Amoser, l’amore tra il disertore tedesco Giorgio e la staffetta Mimma….

Oltre ai due cd, c’è un cofanetto di 48 pagine con le tavole di Simone Ferrarini, un testo introduttivo del co-autore de “Il bracciale di sterline” Matteo Incerti sulle diverse storie, una introduzione dei Modena City Ramblers, interventi storici dell’Istituto Storico di Modena

Il doppio cd + cofanetto è in vendita a 15 euro.

altre info sul sito dei Modena City Rambers. http://www.ramblers.it

Da fine aprile 2011 “Il bracciale di sterline” è stato presentato in 30 diverse città italiane e straniere: da Girvan in Scozia fino a Catania ed Enna in Sicilia.
In allegato la scheda del libro